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Visualizzazione post con etichetta macchinari aerospaziale. Mostra tutti i post
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giovedì 21 novembre 2013

NUOVA Matrix JET

Una proposta competitiva
Centro di lavoro ad alta velocità e precisione  per la fresatura di elementi aventi forma tridimensionale complessa, che necessitano di essere eseguiti con accuratezza ed interpolazione continua degli assi. “Matrix JET 1000” è la soluzione ideale per le applicazioni  del settore aeronautico, automotive, degli stampi e  del design.

Ampia configurazione per prestazioni su misura
Per soddisfare ogni esigenza lavorativa è possibile configurare la macchina in varie soluzioni:
- Versione standard con una area di lavoro
- Versione con due aree di lavoro per operare in pendolare

Ampia accessibilità e visibilità
Ottima accessibilità e visibilità della zona operativa, grazie alla struttura a portale mobile e alle ampie porte laterali che semplificano il carico del pezzo.

Precisione Dinamicità e Flessibilità con lavorazione ad alta velocità a  5 assi continui
Per garantire elevate prestazioni la nuova Matrix JET 1000 è costruita sopra un robusto basamento in ghisa che funge da supporto allo scorrimento del portale.  Le colonne sono composte da una struttura sandwich in acciaio elettrosaldato e stabilizzato.

Monitoraggio e controlli di lavorazione
Matrix JET 1000 può essere dotato di sonda laser per il presetting utensili, e di tastatore a radiofrequenza per acquisire le coordinate e le dimensioni  del pezzo.

Una testa superiore
Gli elettromandrini garantiscono sempre le più elevate prestazioni grazie alla testa a forcella bilaterale in fusione di ghisa che conferisce rigidezza strutturale e capacità di assorbimento delle vibra-zioni. I modelli più performanti sono equipaggiati con teste motorizzate Direct Drive.

Alta Velocità, Dinamicità e Precisione
Gli spostamenti del carro e della trave avvengono su guide ampiamente dimensionate a circolazione di rulli che garantiscono precisione e stabilità. Tutti gli assi sono mossi da sistemi con vite rettificata a ricircolo di sfere con doppia chiocciola rotante precaricata. Per garantire la massima precisione, il rilevamento della posizione è ottenuto tramite righe ottiche. Gli assi sono gestiti da azionamenti digitali con servomotori brushless di ultima generazione.


Vasta gamma di elettromandrini
Il centro di lavoro Matrix JET 1000 può essere equipaggiato con una vasta gamma di elettroman-drini a seconda della tipologia di lavorazioni da realizzare. La precisione della lavorazione è sempre garantita grazie alla stabilizzazione termica del mandrino alla compensazione software delle naturali dilatazioni termiche dell’elettromandrino al variare delle differenti condizioni operative.

Il Sistema di raffreddamento più adatto
Secondo il tipo di lavorazione, il sistema di raffreddamento dell’utensile può utilizzare liquido refrigerante all’esterno ed all’interno del mandrino (max 60 l/min) con pressione di alimentazione interna fissa o variabile fino a  70 bar, o utilizzare il sistema di spray mist o semplicemente dell’aria compressa.
Con questo è tutto.
Per avere un preventivo o ulteriori INFO scrivete a mail@breton.it.
By-by
Sergio Prior


venerdì 25 ottobre 2013

Breton XCEEDER - UN CENTRO DI LAVORO VERSATILE

LA SOLUZIONE IDEALE
Xceeder è il centro di lavoro a portale ad alta velocità con tavola roto-basculante e 5 assi interpolati, concepito per garantire precisione, durata e affidabilità nelle operazioni di fresatura di pezzi sia piccoli che grandi. Non un semplice centro di lavoro ma bensì una cella di precisione completa in grado di offrire tutta la produttività e la versatilità necessarie. 

TRE CONFIGURAZIONI, INFINITE APPLICAZIONI
La gamma Xceeder offre molteplici configurazioni  per affrontare al meglio tutte le applicazioni partendo dalle tenaci superleghe fino ai più complessi materiali compositi.  Tre le versioni disponibili con massimi diametri lavorabili di 900mm, 1.200mm e 1.400mm. concepite appositamente per lavorazioni di ruote dentate complesse, giranti, blisk, parti motore, stampi, attrezzature. Componenti destinati al settore aerospaziale, automobilistico, energetico e meccanico in genere.
ERGONOMIA E FUNZIONALITÀ
Xceeder è stata studiata per garantire massima produttività e facilità d’ impiego. 
L’accesso all’area di lavoro è completo, dall’alto e frontale,  per semplificare e  agevolare il carico e lo scarico dei pezzi, anche dei più delicati e precisi.
Le ampie porte con grandi finestrature garantiscono eccellente visibilità per una attenta supervisione del processo di lavorazione  in totale sicurezza anche nelle installazioni con cambio pallet automatico.

TECNOLOGIA INNOVATIVA SU SOLIDE BASI
E’ dal cuore della struttura di Xceeder che nascono molti dei suoi innumerevoli vantaggi. Il suo basamento non è solo un rigido monoblocco ma, grazie al potere smorzante di ‘Metalquartz’, brevettato da Breton, inerzia termica e assorbimento delle vibrazioni si uniscono per garantire maggiore qualità, precisione più elevata e minore usura degli utensili.  

Il robusto portale centinato é guidato ed azionato da un sistema di tipo Gantry in grado di assicurare la perfetta simmetria termica e di spinta, evitando così qualsiasi spiacevole torsione. E’ con estrema agilità che Xceeder riesce a raggiungere l’interno di parti molto strette o qualsiasi angolo dei pezzi più complessi. Questo è reso possibile dal suo robusto RAM verticale e dalle tavole roto-basculanti equipaggiate con la più dinamica ed efficiente tecnologia Direct Drive. 



POTENZA E ALTA VELOCITA’
Elevate dinamiche: Essere robusti, veloci e precisi allo stesso tempo non è semplice, non è da tutti. 
Xceeder è tutto questo assieme grazie anche alla sua movimentazione assi a 60 m/min su viti a passo corto e all’impiego di motorizzazioni Direct Drive con alte accelerazioni, Jerk elevati e tolleranze sul profilo molto spinte.
ELETTROMANDRINO
I vari equipaggiamenti di Xceeder garantiscono sempre la maggiore efficienza in fresatura grazie ad una attenta selezione degli elettro-mandrini e delle loro combinazioni di coppia, potenza e velocità.


Da 30 a 480Nm , da 20 a 85Kw con 14.000, 18.000 e 28.000 giri è sempre possibile trovare il set di parametri più giusto per produrre al massimo su ogni materiale. 
Qui sotto trovate i dati tecnici dei vari modelli del centro di lavoro Xceeder.


Cosa aspettate a chiedere l'offerta per una XCEEDER?
Scrivete subito a mail@breton.it
Per oggi è tutto. A presto.
By-by
Sergio Prior

venerdì 22 febbraio 2013

Breton, dalla pietra all’idrogeno 50 anni tra macchine e innovazione

Il leader nei centri di lavoro lancia la sfida nelle celle a combustibile.
E l’azienda tenta le archistar con il maxi-gres per grattacieli.

TREVISO — Il punto più avanzato, cinquant'anni dopo, è la produzione di un speciale biossido di titanio fluorurato, una polvere che da elettrolita promette di moltiplicare la resa di pile e celle a combustibile ad idrogeno, quelle per le auto elettriche o a idrogeno. Che non c'entra nulla, si dirà, con la storia di Breton, l'azienda di Castello di Godego, nel Trevigiano, che agli impianti per la lavorazione di marmo e granito ha aggiunto, dagli anni Settanta, quelli per la pietra composita, creando un settore industriale esploso in tutto il mondo, e i centri di lavoro ad alta velocità. E invece c'entra eccome, perché il nuovo sta nel Dna di questa azienda che compie nel 2013 i cinquant’anni e guida un gruppo con una proiezione di fatturato 2013 oltre i 170 milioni di euro, con 700 addetti in 4 siti produttivi in Veneto («Non abbiamo mai delocalizzato - dicono in azienda - confidando sempre nella professionalità degli italiani»), che ha investito negli ultimi 4 anni 58 milioni di euro per rinnovare stabilimenti e macchine, e il cui nome è l'abbreviazione delle due parole Brevetti Toncelli. Che è come dire: il nostro obiettivo non è far macchine e basta, ma proporre sempre qualcosa di nuovo. Un obiettivo dichiarato fin da subito dal cavaliere del lavoro Marcello Toncelli, padre dell'azienda. Se n'è andato dieci anni fa, ma il ricordo, in Breton, di lui che si aggira curioso, specie nel centro di ricerca, ad incitare e suggerire, è ben presente.

Una storia nella storia, la sua. Toscano di Piombino, finisce da piccolo in Trentino: il papà deve curarsi in montagna. Dopo la guerra, diventa ragioniere e trova lavoro a Bassano, dopo aver fatto anche il minatore in Belgio. Toncelli cerca la sua strada negli anni del boom. Si mette in proprio emonta parquet in legno e poi pavimenti in marmo. Ma le macchine per tagliarlo non ci sono. «Le farò io», dice. Cinquant'anni dopo quell'intuizione, siamo al biossido di titanio. «Ce l'hanno proposto per caso - spiega Luca Toncelli, presidente di
Breton, seconda generazione in azienda col fratello Dario -. Un cliente in Russia ci racconta di questo professore che fa questi studi che nessuno più finanzia. Ci lavoriamo da dieci anni con l’università di Padova: stiamo costruendo l’impianto pilota dopo aver brevettato il processo per produrre l'elettrolita». Ovvero il componente chimico che nelle celle a combustibile converte l'idrogeno in energia elettrica: quello di
Breton migliora enormemente la resa e non surriscalda. Potrebbe aprire la strada all’uso conveniente dell'idrogeno come fonte energetica.
«Fra due anni - spiega ancora Toncelli - saremo pronti. Nel senso che dovremo decidere se vendere il macchinario che fa l'elettrolita, se produrlo direttamente o realizzare celle a combustibile e batterie». Tutta un'altra strada rispetto a quella percorsa fin qui. Fatta di una leadership costruita negli anni nelle macchine, partendo da quelle per il taglio e la lavorazione di marmo e granito (35% dei ricavi), e che negli anni si è completata con i centri di lavoro ad alta velocità per materiali che vanno dall'acciaio, alle leghe leggere, ai compositi. Centri che hanno conquistato la Red Bull di Formula Uno, che ne ha acquistati quattro per fare gli stampi per costruire parti delle scocche, ma anche leader dell'auto come Toyota e Volkswagen, o il produttore di elicotteri americano Sikorsky, che li ha scelti per lavorare le parti finali delle eliche, fino alla Boeing, che li ha voluti per lavorare i portelloni in fibra di carbonio dei suoi aerei. 

Il cuore, nelle macchine, resta la pietra composita, la tecnologia brevettata che ha lanciato il nome Breton nel mondo. Dai lavelli per cucina ai pavimenti, ai rivestimenti per interno ed esterno, la pietra composita ha conquistato un suo spazio, partendo dagli scarti frantumati dalle cave di quarzo, legati da resine o cemento. Un percorso di evoluzione durato trent'anni, a partire dagli anni Settanta, con l'idea di creare un prodotto che restituisca la bellezza della pietra naturale.
Una ventina le aziende createsi in giro per il mondo, 60 impianti funzionanti che impiegano direttamente oltre seimila persone e con l'indotto oltre cinquantamila. E l'innovazione intorno alla pietra e ai rivestimenti non si ferma. 

Alla faccia della crisi, Breton ha appena avviato su un terreno di centomila metri una nuova azienda a Vedelago, la Lapitec. Dove sfrutta direttamente l’ultimo grande impianto nato dalle proprie tecnologie, che crea maxi-lastre di pietra ceramica, 3,4 per 1,5 metri. L’idea è di sfruttare una soluzione eccezionale per i rivestimenti di grattacieli e grandi strutture pubbliche, ma anche per l’arredo, rivolgendosi direttamente ai grandi architetti (la soluzione ha già conquistato l’archistar Philip Starck). Un’occasione di sviluppo, anche, per i primi 25 addetti che vi hanno trovato lavoro in un momento di crisi durissimo: potrebbero ora salire fino a 150. 

E la sfida di Breton verso il nuovo continua.  
Federico Nicoletti 
(dal Corriere del Veneto di Domenica 17 Febbraio 2013)
 

lunedì 3 settembre 2012

Ancora sulla Breton Open House

 
By-by
Sergio Prior

giovedì 5 aprile 2012

Breton ULTRIX - lavorazioni varie

Ho raccolto una serie di foto che illustrano varie lavoazioni dei centri di lavoro ad alta velocità ULTRIX che spero vi possano tornare utili.
 
 
 
 
 
 
 
 
Per ulteriori INFO clicca qui.
Buona Pasqua a tutti
Sergio

mercoledì 11 gennaio 2012

Capacità e tecnologia per crescere: ALESA & BRETON

Il mondo degli stampi impone avanzate tecnologie di lavorazione per far fronte a un mercato altamente competitivo. Consapevole di ciò, la società bresciana Alesa si è affidata negli ultimi anni ai centri di lavoro multifunzionali Breton.
(di Andrea Pagani e Ernesto Imperio)


Specializzata nella produzione di stampi a iniezione per materiali termoplastici di medie e grandi dimensioni, la società Alesa ha sviluppato nel corso degli anni una vasta esperienza, percorrendo tutte le tappe evolutive delle tecnologie di lavorazione. L’incontro con Gilberto Nicolini, titolare della Alesa, ha messo in luce lo sviluppo di un’azienda che ha fatto delle tecnologie avanzate di produzione e della flessibilità le colonne portanti della propria strategia di crescita in un mercato altamente competitivo che impone la realizzazione di prodotti con elevati livelli qualitativi. Fondata nel 1979 a Paitone e, dal 2007, trasferitasi nella nuova sede di Mazzano, sempre nel bresciano, Alesa è cresciuta in tecnologia e competenze per rispondere al meglio alle esigenze dei mercati.«Quando abbiamo cominciato questa avventura imprenditoriale – racconta Nicolini – eravamo una piccola società che utilizzava solo alesatrici per realizzare componenti per stampi; via via siamo cresciuti, diversificando la nostra produzione e aggiornando costantemente i nostri impianti produttivi. È stato un percorso virtuoso che tutti noi abbiamo vissuto con passione e professionalità, vedendo accrescere gradualmente il know-how interno alla nostra azienda; ricordo le prime macchine utensili tradizionali, poi la prima macchina retrofittata con controllo numerico, l’evoluzione altrettanto repentina degli utensili che inseguivano o trainavano lo sviluppo delle macchine e avanti così, fino al primo centro di lavoro ad alta velocità Breton NC 800 2T acquistato nel 2000». 
Successivamente, nel 2003, Alesa ha fatto un ulteriore passo avanti comprando la prima Matrix 800 K16 e, in occasione del passaggio nella nuova sede di Mazzano nel 2007, hanno sostituito la NC 800 2T con la nuova versione K25, sempre della serie Matrix.«Siamo stati tra i primi nel territorio bresciano a introdurre i processi di lavorazione ad alta velocità che hanno dato una svolta decisiva alla nostra attività, sia a livello tecnologico che commerciale. Con l’acquisto del modello NC 800 2T abbiamo dato vita a una sinergica collaborazione con la casa costruttrice trevigiana, che si è protratta nel tempo e si è concretizzata con l’introduzione degli altri due centri di lavoro multifunzionali ad alta velocità, la Matrix 800 K16, con controllo numerico Selca 4060 D, e la Matrix 800 K25, con controllo numerico Heidenhain TNC 530M». 

Con Breton per competere
Le lavorazioni meccaniche in Alesa seguono da sempre procedure operative e un sistema di qualità interno che consentono la realizzazione di stampi per materie plastiche completi di estrema qualità e precisione; tali stampi trovano applicazione in svariati settori, da quello automobilistico a quello degli elettrodomestici, degli arredi, del giardinaggio e del packaging. Il centro di lavoro NC 800 2T, che successivamente ha lasciato il posto alle due Matrix, ha rappresentato per Alesa una vera e propria palestra per creare una ricco bagaglio di esperienze sulle lavorazioni di fresatura ad alta velocità e sulla tecnologia Cam; esperienze che hanno aperto la strada a importanti commesse, anche di clienti esteri, con particolare riferimento a tedeschi e svizzeri.«Abbiamo subito notato – spiega Nicolini – i vantaggi che derivavano dall’impiego dell’alta velocità: era questa la strada da percorrere per rafforzare la nostra competitività sul mercato puntando sull’offerta di un prodotto migliore. Con le due Matrix della Breton abbiamo potuto fare un importante salto di qualità: la nostra competenza e i miglioramenti costruttivi e funzionali dei centri di lavoro ci hanno consentito di sfruttare appieno le potenzialità dell’alta velocità. La qualità delle superfici che riusciamo a ottenere è molto spinta, grazie anche all’elevata rigidezza della struttura delle macchine; questa, abbinata alla versatilità offerta dai cinque assi di lavorazione e alla precisione delle teste di lavoro, ci consente di eseguire lavorazioni molto complesse altrimenti non realizzabili».

Un altro importante beneficio ottenuto in Alesa è stato quello della riduzione dei tempi di lavorazione; è una esigenza molto sentita, che sta diventando sempre più critica in quanto i clienti impongono tempi di consegna sempre più stretti. Con i centri di lavoro Matrix 800 sono stati ridotti a un terzo i tempi di lavorazione: risultato di grande valore che può rafforzare la competitività di qualunque azienda.«In questo processo di miglioramento delle nostre capacità di lavorazione, Breton ha avuto un ruolo importante perché, da un lato, ha mostrato buona disponibilità ad ascoltare le nostre esigenze e, in alcuni casi, a tradurle in modifiche alle loro macchine, mentre dall’altro ci hanno dato un’adeguata assistenza in fase di formazione, anche in considerazione dell’utilizzo del controllo numerico Heidenhain, nuovo per noi che, fino all’arrivo dell’ultima Matrix 800 K25, eravamo legati esclusivamente a controlli Selca».

Matrix 800: il 5 assi vincente
Negli anni ’90 Breton, già nota sul mercato per la sua attività di progettazione e costruzione di macchine per la lavorazione di materiali lapidei, ha diversificato il suo impegno rivolgendosi al settore dei centri di lavoro a controllo numerico ad alta velocità: una scelta che il mercato ha premiato collocando la società di Castello di Godego, in provincia di Treviso, tra i protagonisti nello scenario internazionale delle macchine per asportazione di truciolo. Nel corso degli anni Breton ha sviluppato una gamma completa di centri di lavoro che trovano applicazione in svariati settori industriali per la lavorazione di tutti i materiali tipicamente impiegati nell’industria manifatturiera. Il qualificato servizio di assistenza della Breton, che prende le mosse dalla capacità di cogliere le esigenze specifiche dei clienti, è stato sicuramente uno dei fattori prioritari della scelta di Alesa, che ha visto nella società trevigiana il partner ideale per portare avanti un lungimirante progetto di aggiornamento tecnologico dei propri impianti rivolta al miglioramento delle proprie attività produttive. 

I centri di lavoro verticali multifunzionali Matrix 800, ad alta velocità e a 5 assi continui interpolati, sono destinati alla fresatura di particolari di medie dimensioni in acciaio, alluminio, compositi e resina. Veloce, flessibile e compatta, Matrix 800 offre prestazioni dinamiche concepite nel rispetto delle problematiche legate alla logistica ed è particolarmente indicata per gli operatori del settore degli stampi, delle attrezzerie e dell’aerospaziale. L’architettura a portale tipo gantry dual-drive permette di ottimizzare l’ampia area di lavoro garantendo all’operatore la massima flessibilità operativa: il posizionamento e la lavorazione di pezzi, anche di grandi dimensioni, diventa così estremamente agevole, favorendo massimi livelli di affidabilità, sicurezza e prestazioni. Queste ultime sono esaltate dalla rigidità della struttura, realizzata completamente in acciaio elettrosaldato normalizzato e dotata di opportune centinature e nervature di irrigidimento. La potenza e la versatilità di Matrix sono assicurate dalla gamma di teste disponibili, che rispondono in modo corretto all’esigenza di lavorazioni ad alta velocità. Le teste birotative, tutte con rotazione continua dell’asse C, permettono alla macchina di eseguire rapidamente le lavorazioni più complesse, operando simultaneamente sulle tre dimensioni con la massima semplicità di programmazione. Grazie alla possibilità di rotazione dell’asse A di ±105° è possibile eseguire agevolmente lavorazioni in sottosquadra con lo stesso posizionamento del pezzo. Elettromandrini particolarmente performanti, fino 55 kW per la versione a cinque assi con velocità di rotazione fino a 40.000 giri, consentono di lavorare ad alta velocità sia in fase di sgrossatura, sia di finitura. Grazie alla vasta gamma di accessori disponibili, ogni utilizzatore può configurare Matrix 800 secondo le proprie specifiche necessità e il proprio modo di produrre. 
I modelli K16 e K25, installati presso Alesa, presentano una corsa lungo l’asse Y rispettivamente di 1.600 e 2.500 mm, mentre le corse lungo gli assi X e Z sono pari, per entrambe le versioni, a 2.000 e 800 mm. Le velocità di rapido degli assi sono di 40 (X), 40 (Y) e 20 (Z) m/min.“Siamo particolarmente soddisfatti della due Matrix 800 installate nel nostra stabilimento – dichiara Nicolini, concludendo l’intervista – perché abbiamo aumentato sensibilmente la nostra capacità produttiva in termini sia di produttività, sia di qualità. Continueremo a muoverci in questa direzione con la pianificazione di nuovi investimenti in macchinari che, da un lato, ci aiuteranno a elevare il livello di automatizzazione in fabbrica e, dall’altro, ci consentiranno di lavorare stampi di maggiori dimensioni».

Grazie a TM - Tecnologie Meccaniche e ALESA
 

Per ulteriori informazioni clicca qui
 

martedì 22 novembre 2011

Automazioni Breton - We make the difference


Con i sistemi di cambio pallet Breton in differenti dimensioni, si intraprendono nuove vie nell’equipaggiamento delle nostre macchine ad alta velocità a 5 assi. 
L'aumento della produttività è assicurato dai sistemi di cambio pallet realizzati su misura, in grado di manipolare pesi di trasporto sino a 1.000kg incluso il pallet e i magazzini utensili supplementari con 30, 60 o 150 posizioni.

Sistema di cambio pallet a 2 posizioni composto da un gruppo scambiatore pallet a CNC con dispositivo di presa pallet (diam. 1.000mm) a forcella singola. (portata attrezzatura+pezzo= 1.000kg)
 

Sistema automatico di cambio pallet Ø 700 mm a 5 posizioni, senza griffe di bloccaggio. Costituito da un manipolatore di scambio pallet, una stazione di carico/scarico e cinque pallet. Per saperne di più >>

Sistema automatico di cambio pallet 800x800mm a 2 posizioni, costituito da un manipolatore scambiatore pallet  a CNC con doppio dispositivo di presa pallet, con portata massima sul pallet di 800kg.
Sistema automatico di cambio pezzo per mezzo di robot antropomorfo con pinza di prelievo a due posizioni.

Per ulteriori informazioni clicca qui >>.

giovedì 13 ottobre 2011

venerdì 30 settembre 2011

martedì 27 settembre 2011

mercoledì 31 agosto 2011

Volano insieme da 15 anni

Breton e Rittal sono al centro della scelta di Alenia-Aermacchi nella definizione di una macchina destinata alla contornatura operando a cinque assi continui. Rittal e Breton collaborano da più di 15 anni per realizzare sistemi e impianti di ultima generazione. Essere all'avanguardia non significa solo investire in ricerca e innovazione dei prodotti, ma anche scegliere fornitori che legano il loro prodotto alla qualità e non al prezzo, per offrire ai clienti soluzioni tecnologicamente avanzate. 
Breton è stata fondata nel 1963 come azienda del settore metalmeccanico. Negli anni '90 è entrata di prepotenza nel settore dei centri di lavoro a controllo numerico ad alta velocità, diventando in pochi anni uno degli importanti attori mondiali. Nel corso degli anni Breton ha sviluppato una gamma completa di centri di lavoro, in grado di soddisfare tutte le richieste nei seguenti settori industriali: aerospaziale, difesa, aeronautico, automobilistico, navale, corse, ingranaggi, energia, Stampi, Modellazione e Prototipazione automobilistica e navale, Industria manifatturiera in genere.
I centri di lavoro Breton si contraddistinguono e sono riconosciuti per l'elevato livello tecnologico, le superiori performance produttive, le soluzioni innovative e I'indiscussa qualità del sistema prodotto/servizio offerto ai clienti. Per questo motivo Alenia-Aermacchi ha scelto una nuova macchina della gamma Flymill di Breton per Ie sue linee di produzione.
L’azienda di Venegono Superiore è da sempre un nome che conta nel campo aeronautico ed è oggi partner di numerosi programmi destinati allo sviluppo di progetti sia in campo civile che militare. Tre le principali aree di attività: progettazione, produzione e supporto di aerei per I 'addestramento di piIoti militari; collaborazione a numerosi programmi internazionali militari in campo aeronautico; fornitura di componenti e parti di velivoli per l'aviazione civile.
L’acquisto di una Breton Flymill per la contornatura e foratura in cinque assi è stato deciso da Alenia-Aermacchi nell'ottica di aumentare la capacità produttiva del proprio reparto di lavorazione parti in lamiera e di realizzare un complessivo ammodernamento della linea. Flymill è la nuova gamma di centri di lavoro a portale con trave mobile progettata e realizzata da Breton per soddisfare particolarmente le nuove esigenze di lavorazioni ad alta velocità nel settore aerospaziale. In particolare, l'esigenza base per Alenia-Aermacchi era quella di lavorare materiali diversi e realizzare particolari seguendo superfici con una doppia curvatura, particolari per i quali è necessaria una macchina molto precisa, con ampia capacità di carico che permetta ritmi di produzione più intensi. 
Le peculiari caratteristiche di rigidezza e dinamica del prodotto consentono di affrontare le varie tipologie di particolari con la massima velocità di lavorazione e capacità di asportazione. Flymill infatti, grazie alla velocità degli assi lineari che arrivano fino a 60 m/min e alla testa Direct Drive con velocità di rotazione fino a 100 rpm e rotazione continua dell'asse C mostra capacità di lavorazione non comuni nell'esecuzione di profili complessi a 5 assi continui con la massima precisione e dinamica.
La testa rotativa continua ad azionamento diretto Direct Drive, posizionabile in qualsiasi angolazione deI suo campo operativo grazie a potenti freni idraulici, permette di utilizzare mandrini fino a 40kW di potenza continuativa e 28.000 rpm, conferendo alla macchina una notevole capacità di asportazione e rendendo possibile affrontare egregiamente la lavorazione sia di leghe leggere sia di altre leghe speciali che sono particolarmente utilizzate nel settore dell'aeronautica. La capacità della macchina di operare in pendolare,  permette ad Alenia-Aermacchi di lavorare da una parte tubi particolari in inconel destinati al sistema anti-ghiaccio del motore e dall'altra profili esterni della zona d'ingresso dell'aria ai reattori, i lip delle gondole motore che devono essere lavorati di contornatura. 

La lavorazione dei tubi per il sistema di de-iceing del  motore è quanto mai particolare e necessita di estrema precisione nell'esecuzione delle lavorazioni previste: la difficoltà sta sia nella pulizia con cui deve essere svolto il lavoro sia nella precisione dei fori che devono essere nell'esatta posizione prevista e devono rispettare una precisione dimensionale assoluta. Questo perchè dai fori è destinata a passare l'aria calda che ha il compito di evitare il formarsi del ghiaccio nel motore. Per Rittal, è estremamente importante immettere sul mercato nuovi prodotti avvalendosi di partner all’avanguardia come Breton.  Per poter realizzare il sistema di automazione del centro di lavoro Flymill di Breton, sono stati impiegati sistemi dal contenuto tecnologico estremamente evoluto quali gli armadi TS 8, i contenitori VIP 6000 e i sistemi di climatizzazione.
L’impiego dei componenti TS 8 ha permesso di raggiungere elevati standard di sicurezza per le apparecchiature elettriche istallate, nel pieno rispetto di quelle che sono le specifiche richieste dei mercati internazionali. La particolare conformazione della struttura dell’armadio, realizzata con sistema di profilatura a 16 pieghe, grazie all’estrema modularità si integra in modo armonico con la struttura generale del centro di lavoro.
Il cuore operativo della macchina viene posizionato all’interno del contenitore VIP 6000, in grado di conferire alla postazione di lavoro il massimo della flessibilità e sicurezza, senza far perdere di vista l’aspetto estetico ed ergonomico. La postazione di lavoro, dotata di ruote di scorrimento, risulta facilmente posizionabile in ogni punto adiacente la macchina, consentendo così all’operatore di operare in sicurezza.   

Il corretto funzionamento delle apparecchiature elettriche e meccaniche è garantito dall’impiego di sistemi di condizionamento e impianti chile progettati appositamente per soddisfare gli elevati standard produttivi richiesti dalla macchina Flymill di Breton.
Breton da più di 45 anni è attiva nel settore della tecnologia degli impianti di fabbricazione della pietra tradizionale e composita e negli anni ’90 entra anche nel settore della costruzione dei centri di lavoro a controllo numerico per l’industria meccanica.  La sede, a Castello di Godego in Provincia di Treviso, conta circa 500 addetti di cui 100 tecnici e ingegneri e dispone di un moderno e avanzato centro di ricerca.
(estratto da M&A di maggio)