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mercoledì 2 agosto 2017

Breton a EMO 2017 con centri di lavoro completamente riprogettati!



Le due punte di diamante che Breton presenterà alla prossima versione di EMO Hannover sono le ultime versioni di ULTRIX 1200 EVO e MATRIX 1000, centri di lavoro completamente riprogettati per garantire performance di lavorazione ancora migliori per i nostri clienti.


ENTRA IN FIERA CON BRETON!

Breton ti propone un ingresso gratuito di un giorno ad EMO 2017, che si terrà dal 18 settembre al 23 settembre presso la Deutsche Messe Hannover.

Per registrare il tuo ingresso, compila con i tuoi dati il form che trovi in questa pagina:
http://www.breton.it/landingpage/it/emo-2017

riceverai subito dopo via mail il link per completare la tua registrazione.

Per ulteriori dettagli sulla nostra offerta, ti aspettiamo in fiera ad Hannover dal 18 al 23 settembre: ci trovi in Hall 13 - Stand C 24.


A presto,
Sergio Prior

martedì 7 aprile 2015

Lavori materiali che generano polveri e fumi? Ecco la soluzione che fa per te

Il cielo è azzurro sopra i centri di lavoro Breton. Le protezioni sono basilari per la sicurezza e l’ambiente aziendale.

Pensate faccia riferimento alle porte? Sbagliato. Guardare in alto può fare intuire come trucioli, polvere e fumi, talvolta tossici , possano uscire e disperdersi nell’ambiente. Ecco perché le macchine a traversa mobile di casa Breton come le Matrix, Flymill, Maxima e Eagle montano coperture totali. 
La ricerca della prestazione spesso e volentieri spinge i produttori a creare macchine utensili sempre più performanti, con traverse rigide, che ad alta velocità potrebbero provocare fuoriuscite.


Prendiamo come primo esempio la Maxima; è una delle macchine utensili più grandi della gamma Breton, ed è conseguentemente dotata di una copertura superiore grande e leggera, personalizzabile (la costruzione dei soffietti è infatti modulare), ed è sempre ancorata alla traversa che ne segue i movimenti. 


Il centro di lavoro Matrix spesso fa fronte a lavorazioni di alluminio, titanio e acciaio, materiali che possono rilasciare trucioli. 




Se da una parte i clienti spingono per avere macchine più rapide, dall’altra Breton deve preoccuparsi che nelle protezioni superiori i movimenti veloci anziché dare luogo a rumori e vibrazioni salvaguardino silenziosità e precisione. 
Grazie al materiale fonoassorbente per lo smorzamento a fine corsa, ai pattini di scorrimento autolubrificanti e ai rulli di metallo rivestito in polimero, non c’è questo rischio. 
      


Le Flymill lavorano anche resine le cui polveri create possono essere facilmente attirate dai soffietti. 
Per evitare ciò, tutte le coperture installate sui centri di lavoro verticali Breton hanno una mantice in tessuto traslucido (sembrano quasi trasparenti e forniscono la più adatta luminosità alle operazioni), con un’altissima resistenza all'abrasione, al taglio, agli olii e ad alle alte temperature in genere. 



I materiali compositi non sono esenti da questo tipo di problematiche: qui le fuoriuscite riguardano fumi e polveri. La Eagle è senza dubbio il centro di lavoro perfetto per queste lavorazioni. 



L’installazione di un soffietto a cielo in questo caso impedisce l’uscita di polveri sottili garantendo la possibilità di controllare i flussi d’aria affinchè le polveri vengano aspirate. 




A questo punto, se siete interessati ai centri di lavoro Breton, chiedete un preventivo a mail@breton.it
Vi risponderemo in breve tempo.
Grazie per l'attenzione.
A presto.
Bye-bye
Sergio Prior

giovedì 26 luglio 2012

Breton Open House - il RESOCONTO

In occasione dell’ Open House, svoltasi a Castello di Godego dal 5 al 7 luglio 2012, Breton SpA ha potuto mostrare macchine e lavorazioni innovative applicate a vari settori: aerospaziale, automotive, racing e meccanica in generale.


Alcuni numeri:

- 3 gg, 45.000m2 di azienda visitabili, esposizioni su 2.100m2
- Oltre 200 visitatori da 12 paesi

- 17 macchine esposte e 9 esempi di lavorazione su 6 settori differenti


- 2 nuove tecnologie di lavorazione in anteprima mondiale

- quasi 500kg di truciolo prodotti

- 6 isole tecnologiche con partner che esponevano le proprie soluzioni 

I visitatori hanno potuto vedere anche le nuove macchine che Breton ha acquistato di recente per i reparti produttivi . . .



. . .e soprattutto come si lavora in Breton.
Per tutti coloro che non hanno potuto partecipare alla manifestazione alcune foto che illustrano l'evento.

By-by
Sergio Prior

martedì 12 giugno 2012

Breton Open House 2012


Sappiamo bene quanto sia importante ai nostri giorni essere  competitivi per vincere le quotidiane sfide di mercati sempre più esigenti. 
Affinché questo si realizzi è fondamentale dotarsi di moderni ed avanzati sistemi produttivi  ed essere costantemente aggiornati sugli ultimi sviluppi  tecnologici.     
Sarà quindi per me un onore ospitarVi nei giorni 5, 6 e 7 Luglio per condividere con Voi un momento di particolare interesse e di aggiornamento nel quale all’interno dei nostri stabilimenti saranno esposte diverse isole di lavorazione operative su applicazioni specifiche dei settori aerospaziale, energetico, automotive e trasmissioni. 
16 installazioni, ciascuna con un elevato grado di personalizzazione e dotate dei più innovativi ed efficienti accessori. 
Io e l’intero personale Breton vi aspettiamo. 
Cordiali Saluti
Ing. Luca Toncelli 
Presidente Breton Spa

Da non perdere:
Materiali speciali come Carbonio, resine, e fibre richiedono macchine con configurazioni specifiche come i centri di lavoro della gamma EAGLE che saranno visibili sia nel loro dettaglio costruttivo che in reali esempi applicativi.  


Quando inoltre si tratta di incrementare la produttività e ridurre i consumi, la soluzione viene offerta anche da XCEEDER 900RT con lavorazione trocoidale a 5 assi.  

La riduzione dei tempi di setup è fondamentale. Potrete vedere come sia rapido il cambio dei pallet sui portali FLYMILL, sulle compatte XCEEDER 900 RT o come sia efficiente il cambio pezzo robotizzato sul centro di tornitura-fresatura ULTRIX 800 RT. 

Non solo ridurre i piazzamenti ma anche aumentare incredibilmente la precisione dei pezzi e la versatilità della macchina sarà dimostrato su MAXIMA 2000 K60, il portale di grandi dimensioni di fresatura 5 assi e tornitura.   

Si sono aperte nuove frontiere nella lavorazione di ingranaggi e trasmissioni, questo grazie ai nuovi pacchetti tecnologici Breton che saranno in dimostrazione su 2 ULTRIX 1000 RT.  

Inoltre, in anteprima,  vedrete come il best seller MATRIX si sia evoluto nel design e soprattutto nelle performance.

Sergio Prior

mercoledì 11 gennaio 2012

Capacità e tecnologia per crescere: ALESA & BRETON

Il mondo degli stampi impone avanzate tecnologie di lavorazione per far fronte a un mercato altamente competitivo. Consapevole di ciò, la società bresciana Alesa si è affidata negli ultimi anni ai centri di lavoro multifunzionali Breton.
(di Andrea Pagani e Ernesto Imperio)


Specializzata nella produzione di stampi a iniezione per materiali termoplastici di medie e grandi dimensioni, la società Alesa ha sviluppato nel corso degli anni una vasta esperienza, percorrendo tutte le tappe evolutive delle tecnologie di lavorazione. L’incontro con Gilberto Nicolini, titolare della Alesa, ha messo in luce lo sviluppo di un’azienda che ha fatto delle tecnologie avanzate di produzione e della flessibilità le colonne portanti della propria strategia di crescita in un mercato altamente competitivo che impone la realizzazione di prodotti con elevati livelli qualitativi. Fondata nel 1979 a Paitone e, dal 2007, trasferitasi nella nuova sede di Mazzano, sempre nel bresciano, Alesa è cresciuta in tecnologia e competenze per rispondere al meglio alle esigenze dei mercati.«Quando abbiamo cominciato questa avventura imprenditoriale – racconta Nicolini – eravamo una piccola società che utilizzava solo alesatrici per realizzare componenti per stampi; via via siamo cresciuti, diversificando la nostra produzione e aggiornando costantemente i nostri impianti produttivi. È stato un percorso virtuoso che tutti noi abbiamo vissuto con passione e professionalità, vedendo accrescere gradualmente il know-how interno alla nostra azienda; ricordo le prime macchine utensili tradizionali, poi la prima macchina retrofittata con controllo numerico, l’evoluzione altrettanto repentina degli utensili che inseguivano o trainavano lo sviluppo delle macchine e avanti così, fino al primo centro di lavoro ad alta velocità Breton NC 800 2T acquistato nel 2000». 
Successivamente, nel 2003, Alesa ha fatto un ulteriore passo avanti comprando la prima Matrix 800 K16 e, in occasione del passaggio nella nuova sede di Mazzano nel 2007, hanno sostituito la NC 800 2T con la nuova versione K25, sempre della serie Matrix.«Siamo stati tra i primi nel territorio bresciano a introdurre i processi di lavorazione ad alta velocità che hanno dato una svolta decisiva alla nostra attività, sia a livello tecnologico che commerciale. Con l’acquisto del modello NC 800 2T abbiamo dato vita a una sinergica collaborazione con la casa costruttrice trevigiana, che si è protratta nel tempo e si è concretizzata con l’introduzione degli altri due centri di lavoro multifunzionali ad alta velocità, la Matrix 800 K16, con controllo numerico Selca 4060 D, e la Matrix 800 K25, con controllo numerico Heidenhain TNC 530M». 

Con Breton per competere
Le lavorazioni meccaniche in Alesa seguono da sempre procedure operative e un sistema di qualità interno che consentono la realizzazione di stampi per materie plastiche completi di estrema qualità e precisione; tali stampi trovano applicazione in svariati settori, da quello automobilistico a quello degli elettrodomestici, degli arredi, del giardinaggio e del packaging. Il centro di lavoro NC 800 2T, che successivamente ha lasciato il posto alle due Matrix, ha rappresentato per Alesa una vera e propria palestra per creare una ricco bagaglio di esperienze sulle lavorazioni di fresatura ad alta velocità e sulla tecnologia Cam; esperienze che hanno aperto la strada a importanti commesse, anche di clienti esteri, con particolare riferimento a tedeschi e svizzeri.«Abbiamo subito notato – spiega Nicolini – i vantaggi che derivavano dall’impiego dell’alta velocità: era questa la strada da percorrere per rafforzare la nostra competitività sul mercato puntando sull’offerta di un prodotto migliore. Con le due Matrix della Breton abbiamo potuto fare un importante salto di qualità: la nostra competenza e i miglioramenti costruttivi e funzionali dei centri di lavoro ci hanno consentito di sfruttare appieno le potenzialità dell’alta velocità. La qualità delle superfici che riusciamo a ottenere è molto spinta, grazie anche all’elevata rigidezza della struttura delle macchine; questa, abbinata alla versatilità offerta dai cinque assi di lavorazione e alla precisione delle teste di lavoro, ci consente di eseguire lavorazioni molto complesse altrimenti non realizzabili».

Un altro importante beneficio ottenuto in Alesa è stato quello della riduzione dei tempi di lavorazione; è una esigenza molto sentita, che sta diventando sempre più critica in quanto i clienti impongono tempi di consegna sempre più stretti. Con i centri di lavoro Matrix 800 sono stati ridotti a un terzo i tempi di lavorazione: risultato di grande valore che può rafforzare la competitività di qualunque azienda.«In questo processo di miglioramento delle nostre capacità di lavorazione, Breton ha avuto un ruolo importante perché, da un lato, ha mostrato buona disponibilità ad ascoltare le nostre esigenze e, in alcuni casi, a tradurle in modifiche alle loro macchine, mentre dall’altro ci hanno dato un’adeguata assistenza in fase di formazione, anche in considerazione dell’utilizzo del controllo numerico Heidenhain, nuovo per noi che, fino all’arrivo dell’ultima Matrix 800 K25, eravamo legati esclusivamente a controlli Selca».

Matrix 800: il 5 assi vincente
Negli anni ’90 Breton, già nota sul mercato per la sua attività di progettazione e costruzione di macchine per la lavorazione di materiali lapidei, ha diversificato il suo impegno rivolgendosi al settore dei centri di lavoro a controllo numerico ad alta velocità: una scelta che il mercato ha premiato collocando la società di Castello di Godego, in provincia di Treviso, tra i protagonisti nello scenario internazionale delle macchine per asportazione di truciolo. Nel corso degli anni Breton ha sviluppato una gamma completa di centri di lavoro che trovano applicazione in svariati settori industriali per la lavorazione di tutti i materiali tipicamente impiegati nell’industria manifatturiera. Il qualificato servizio di assistenza della Breton, che prende le mosse dalla capacità di cogliere le esigenze specifiche dei clienti, è stato sicuramente uno dei fattori prioritari della scelta di Alesa, che ha visto nella società trevigiana il partner ideale per portare avanti un lungimirante progetto di aggiornamento tecnologico dei propri impianti rivolta al miglioramento delle proprie attività produttive. 

I centri di lavoro verticali multifunzionali Matrix 800, ad alta velocità e a 5 assi continui interpolati, sono destinati alla fresatura di particolari di medie dimensioni in acciaio, alluminio, compositi e resina. Veloce, flessibile e compatta, Matrix 800 offre prestazioni dinamiche concepite nel rispetto delle problematiche legate alla logistica ed è particolarmente indicata per gli operatori del settore degli stampi, delle attrezzerie e dell’aerospaziale. L’architettura a portale tipo gantry dual-drive permette di ottimizzare l’ampia area di lavoro garantendo all’operatore la massima flessibilità operativa: il posizionamento e la lavorazione di pezzi, anche di grandi dimensioni, diventa così estremamente agevole, favorendo massimi livelli di affidabilità, sicurezza e prestazioni. Queste ultime sono esaltate dalla rigidità della struttura, realizzata completamente in acciaio elettrosaldato normalizzato e dotata di opportune centinature e nervature di irrigidimento. La potenza e la versatilità di Matrix sono assicurate dalla gamma di teste disponibili, che rispondono in modo corretto all’esigenza di lavorazioni ad alta velocità. Le teste birotative, tutte con rotazione continua dell’asse C, permettono alla macchina di eseguire rapidamente le lavorazioni più complesse, operando simultaneamente sulle tre dimensioni con la massima semplicità di programmazione. Grazie alla possibilità di rotazione dell’asse A di ±105° è possibile eseguire agevolmente lavorazioni in sottosquadra con lo stesso posizionamento del pezzo. Elettromandrini particolarmente performanti, fino 55 kW per la versione a cinque assi con velocità di rotazione fino a 40.000 giri, consentono di lavorare ad alta velocità sia in fase di sgrossatura, sia di finitura. Grazie alla vasta gamma di accessori disponibili, ogni utilizzatore può configurare Matrix 800 secondo le proprie specifiche necessità e il proprio modo di produrre. 
I modelli K16 e K25, installati presso Alesa, presentano una corsa lungo l’asse Y rispettivamente di 1.600 e 2.500 mm, mentre le corse lungo gli assi X e Z sono pari, per entrambe le versioni, a 2.000 e 800 mm. Le velocità di rapido degli assi sono di 40 (X), 40 (Y) e 20 (Z) m/min.“Siamo particolarmente soddisfatti della due Matrix 800 installate nel nostra stabilimento – dichiara Nicolini, concludendo l’intervista – perché abbiamo aumentato sensibilmente la nostra capacità produttiva in termini sia di produttività, sia di qualità. Continueremo a muoverci in questa direzione con la pianificazione di nuovi investimenti in macchinari che, da un lato, ci aiuteranno a elevare il livello di automatizzazione in fabbrica e, dall’altro, ci consentiranno di lavorare stampi di maggiori dimensioni».

Grazie a TM - Tecnologie Meccaniche e ALESA
 

Per ulteriori informazioni clicca qui
 

venerdì 8 luglio 2011

Non è solo una questione di micron - 2a parte

Una scelta vincente 
Le commesse del settore aeronautico impongono precisioni e tolleranze estreme.
«Le macchine presenti in officina erano al limite, – ha proseguito Zaccone – quindi l’acquisto di nuovi modelli è stato una scelta obbligata».
I costruttori che propongono macchine simili sono numerose: perché scegliere Breton?
«Perché quando si contatta la Breton si ha subito l’impressione di parlare con una azienda attenta alle esigenze dei clienti. Pur essendo una realtà piuttosto grande, hanno saputo mantenere il contatto con il mercato e con gli utenti, rispondendo a ogni dubbio o richiesta in modo propositivo. Inoltre, abbiamo avuto l’occasione di osservare le macchine Breton all’opera in altre officine, sia in Italia che all’estero, e la prima impressione positiva è stata confermata anche in seguito. Infine, si tratta di una azienda italiana: è nel DNA di Aviolamer cercare le soluzioni prima sul territorio nazionale e, solo in mancanza di opzioni, di rivolgersi all’estero. Come realtà italiana, fa piacere quando ci viene riconosciuto un merito e ritengo si debba fare lo stesso con le altre aziende».

Ma c’è di più. «In passato ci siamo appoggiati ad aziende che, per varie vicissitudini, non sono state in grado di aggiornare i propri prodotti o che, peggio ancora, hanno dovuto chiudere. – ha proseguito Zaccone – Osservando Breton si nota la volontà di crescere investendo e innovando, proponendo tecnologie sempre aggiornate senza fermarsi “sugli allori”. È un approccio che rispecchia il nostro modo di affrontare il mercato e che, quindi, ci trova in piena sintonia con Breton». 

Modelli di punta 
È così che nell’officina di Aviolamer sono entrate, a partire dalla fine del 2010, prima una Matrix 800 2t K25 e, poco dopo, una Eagle 1000 2t K45.
La Matrix offre una dimensione della tavola di lavoro da 3.000x2.000mm, con una portata pari a 10 tonnellate per metro quadrato.
L’asse X dispone di una corsa di 2.000mm, sull’Y sono 2.500mm mentre gli 800mm in altezza sull’asse Z sono sufficienti a ospitare anche pezzi di dimensioni generose.
Ovviamente si tratta di macchine a cinque assi, indispensabili per risultare produttivi in questo settore. Lo spostamento sull’asse A è di ±105°, mentre l’asse C in continuo consente di realizzare anche le forme più complesse.
Il modello installato in Aviolamer possiede un mandrino da 28.000 giri/min in grado di erogare 28 e 20 kW con 55/38 Nm di coppia rispettivamente in S6 (40%) o in servizio continuo.
L’attacco mandrino HSK-63A è sufficiente a serrare con forza gli utensili per operare sia con alte velocità, sia con elevate asportazioni.
Per ridurre i tempi morti, i rapidi sono pari a 40 m/min (20 m/min sull’asse Z) e il cambio utensile viene eseguito in pochi secondi. 
Eagle offre invece una tavola da 5.000x2.000mm con portata da 500 kg/m2, corse X/Y/Z pari rispettivamente a 2.500x4.500x1.000mm, con un asse A in grado di ruotare da 0 a +115° e un asse C con spostamento di ± 270°.
Questo modello garantisce una velocità degli assi maggiore, fino a 85 m/min su X e Y e 50 m/min su Z.
Il mandrino è il medesimo della Matrix, sufficiente cioè a fresare anche i materiali più tenaci tipici del settore aeronautico.


Vantaggi diretti 
Grazie all’impiego dell’alta velocità, Aviolamer ha ridotto notevolmente i tempi ciclo innalzando nel contempo la qualità geometrica e la finitura superficiale, risultando così ancora più concorrenziale.
Affidandoci a Breton inizialmente ci siamo posti come obiettivo la realizzazione di pezzi complessi in minor tempo, ma ben presto ci siamo resi conto che non solo era possibile ottenere questo primo vantaggio, ma che il margine garantito dalla Matrix e dalla Eagle era notevole e che dipendeva semplicemente dal livello di confidenza tra l’operatore e la macchina stessa».
L’inserimento di macchine con queste caratteristiche, infatti, a volte può risultare complesso, in particolare nelle officine che non hanno esperienza con lavorazioni su cinque assi continui.
Breton offre pertanto un servizio di supporto per rendere autonomi in pochi giorni gli operatori, che possono così lavorare in modo produttivo sin da subito. Ma non solo: come ci spiega Zaccone, «osservando le ultime due commesse portate a termine abbiamo notato dettagli che non avremmo potuto ottenere con le altre macchine che abbiamo in officina. Con il progetto Sirius, ad esempio, sono state messe in evidenza le performance delle macchine, mentre in ambito automotive abbiamo realizzato gran parte del mastro di montabilità in alluminio della Fiat 500: si tratta di una replica esatta del veicolo sul quale tutti gli altri fornitori dovranno fare riferimento per l’assemblaggio dei propri pezzi. Inutile dire che la precisione dev’essere assoluta».
Strumenti polivalenti 
«In quanto terzisti, ci posizioniamo in fondo alla catena produttiva. – ha proseguito Zaccone – Su di noi vengono spesso scaricate molte criticità: da un lato si tratta di uno svantaggio, perché siamo costretti a offrire nel contempo flessibilità, economicità di processo e precisione, ma da un altro punto di vista rappresenta la caratteristica che porta gruppi come Piaggio Aero, Agusta e Thales a scegliere noi anziché altre officine concorrenti».
Da questo punto di vista, l’esperienza iniziata con Breton ha già portato alcuni vantaggi e ha aperto nuove opportunità: «L’acquisto delle due nuove macchine ha avuto un risvolto inaspettato ma gradito anche a livello di marketing. I clienti che visitano la nostra officina per comprendere meglio la realtà Aviolamer ci affidano ora con maggior fiducia le nuove commesse, perché sanno che verranno realizzate da personale competente su macchine di qualità».
«In futuro contiamo di realizzare nuovi componenti: per il Boeing 787, ad esempio, realizziamo già diversi pezzi ma c’è la possibilità che il committente ce ne affidi altri, più complessi. Se il volume di lavoro si alzerà ulteriormente – ha concluso Zaccone – c’è la possibilità di acquistare un’altra macchina Breton dedicata esclusivamente al titanio». Leggi la 1a parte >>

(Articolo estratto daTM Tecnologie Meccaniche, giugno 2011)

mercoledì 29 giugno 2011

Non è solo una questione di micron - 1a parte

Grazie all’impiego delle macchine Breton, Aviolamer ha raggiunto risultati di assoluta eccellenza in ambito aeronautico. Ma non solo: i due modelli acquistati hanno spalancato le porte per nuovi, prestigiosi ambiti applicativi.
Quando si parla di officine meccaniche, per aumentare le proprie capacità operative è necessario investire in tecnologia, know how e formazione del personale.
Un ragionamento che, sulla carta, fila liscio come l’olio, ma che all’atto pratico si scontra con una serie di questioni difficili da gestire.
Il problema è fondamentalmente legato al capitale da investire e al rischio che questo resti inutilizzato a causa di flessioni di mercato. Tanto maggiore sarà il livello tecnologico acquisito, però, tanto alta sarà la possibilità di utilizzare i nuovi strumenti produttivi.
Con lo sguardo rivolto al cielo
I mercati trainanti rimangono quelli dove la tecnologia la fa da padrona: non stupisce, quindi, osservare come le più virtuose aziende operanti nel settore aeronautico riescano a conservare la propria posizione e, anzi, a raccogliere consensi e a crescere.
È il caso di Aviolamer, azienda giovane ma dalle radici solide. Nata nel 1998, Aviolamer può contare infatti sull’esperienza trentennale accumulata dal personale che vi opera.

«Il primo approccio al settore aeronautico è avvenuto in qualità di ricambisti per parti in compositi per Finmeccanica e Alenia, – ha spiegato Ermanno Zaccone, direttore generale di Aviolamer– dopodiché ci siamo proposti per la creazione di parti più complesse e delle relative attrezzature».
Oggi il core business dell’azienda è legato ai velivoli, ma le competenze acquisite hanno permesso di diventare fornitori di primo livello per grandi gruppi del settore automotive come Fiat, Iveco e Psa Renault.
«Due anni fa abbiamo fatto un ulteriore balzo verso l’alto, affacciandoci al mondo aerospaziale, grazie alla collaborazione con Alenia Space per il progetto Sirius. – ha proseguito Zaccone – Abbiamo ricevuto gli elogi da parte della Nasa per l’attività di costruzione dell’attrezzatura di pedanatura e per le scale di servizio per il montaggio dei pavimenti della cellula. È stato molto emozionante, e non sarebbe stato possibile senza l’impiego di strumenti dall’indubbio valore tecnologico. Da questo punto di vista l’investimento fatto con i modelli Eagle e Matrix di Breton è stato quanto mai azzeccato».
Leggi la 2a parte >>

(Articolo estratto daTM Tecnologie Meccaniche, giugno 2011)