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mercoledì 7 dicembre 2016

Con la Breton Eagle: “Abbiamo cambiato passo”

L'arrivo di una Breton Eagle nella officina della SCA di Gessate (MI), non solo ha risolto numerosi problemi di carattere operativo, ma ha permesso di approcciare settori e materiali che fino a ieri erano preclusi.
(Articolo tratto da Meccanica&Automazione)




Chi è SCA
Fondata quasi mezzo secolo fa (era il 1970) come azienda per la realizzazione di modelli per fonderia, SCA è ormai alla terza generazione imprenditoriale e per certi versi alla terza rivoluzione (ma sarebbe più corretto parlare di evoluzione consapevole) della propria attività.
Il 1970, anno di fondazione, ad avviare la attività fu Domenico Scalzo il cui nipote oggi guida insieme ai genitori l'azienda di famiglia.

La Breton Eagle di SCA 
Come per tutte le aziende nate in quegli anni, l'inizio fu in uno spazio piccolo in cui ci si adoperava in attività dedicate a ogni settore industriale. Dai modelli per teste di moto a quelli di lampade di arredamento fino ai primi pezzi dedicati al mondo della industria italiana dell'imbottigliamento.
Fu proprio uno di questi clienti a determinare la prima importante svolta della SCA. Infatti con questo cliente che ancora oggi è un punto di riferimento iniziò un vero e proprio viaggio nel mondo dell'automazione industriale che portò passo dopo passo a crescere tecnologicamente, diventando un fornitore di parti di impianti per il mondo dell'imbottigliamento (sia di bottiglie sia di flaconi).






Accanto però al mondo dell'imbottigliamento alla SCA non si sono lasciati trascinare dalla vita facile e però rischiosa dell'essere fornitori di un solo cliente e nel corso degli anni sono state tenute in vita o sviluppate diverse opportunità che venivano da comparti industriali anche molti diversi da quello delle macchine automatiche che avevano portato a mettere gradualmente da parte l'esperienza del mondo della modellistica per fonderia.


Competere in molti settori
Un cambiamento che ha portato SCA ad essere una realtà presente in molti comparti industriali, particolarmente in quelli in cui c'è necessità di saper operare su materiali differenti con livelli di precisione elevata e grande elasticità operativa.


Industria alimentare, industria chimica, farmaceutica e cosmetica, industria nautica e aeronautica, ma anche realizzazione di sagome di grandi dimensioni per scenografie particolari. Il tutto operando su materiali differenti fra loro. Non è quindi un caso che alla SCA si possano trovare macchine impegnate nella lavorazione di materie plastiche o metalliche ma, anche se raramente, legno.

Una varietà di applicazioni che comunque richiede per ogni tipologia di materiale macchinari specifici e comunque in grado di realizzare al meglio il proprio lavoro.



“Nel comparto della lavorazione dei metalli e delle leghe – ci spiega Alessio Restelligià diversi anni addietro avevamo deciso di investire cifre importanti. Così ci eravamo attrezzati con un centro di lavoro di grandi dimensioni per poter eseguire lavorazioni specifiche su alluminio e leghe leggere.

Purtroppo però la macchina che venne individuata si rivelò poi del tutto inadatta a ciò che avevamo in programma di lavorare. Avevamo necessità di un centro di lavoro di grandi dimensioni operative, capace di operare su materiali differenti e che ci permettesse di dormire sonni tranquilli.

Avevamo necessità di non incappare più in problemi. Anche perché il desiderio di crescere verso nuovi comparti di lavoro e verso nuovi strumenti operativi era davvero forte e sentito”.


La risposta a queste necessità SCA la trova andando a fare analisi, verifiche e cercando di informarsi sulle singole realtà e sui singoli prodotti che venivano proposti.

“Le nostre esigenze e le risposte che cercavamo sembravano davvero soddisfatte dalle macchine costruite da Breton che, avendo esperienza di decenni con materiali di diversa natura, dalla pietra ai metalli, ci pareva potesse dare una risposta adeguata ai nostri desideri e soprattutto mettere a riposo le nostre ansie. Iniziò così una trattativa che ebbe il momento più incoraggiante quando andammo a visitare l'azienda in provincia di Treviso. Un esempio di razionalità e efficienza organizzativa.”

Breton Eagle




Alla fine la scelta cadde su una Eagle della Breton, macchina a traversa mobile con un'area di lavoro importante: 4200 mm di X 3000 mm di Y e 1500 di Z. A queste caratteristiche fu poi chiesto di poter aggiungere un tornio separato per potere effettuare lavorazioni su pezzi lunghi fino a due metri, utilizzando la testa della Eagle come strumento di tornio-fresatura.



La nostra Eagle – ci spiega ancora Restelli – non solo è una macchina che funziona benissimo e che realizza pezzi di grande qualità e precisione dimensionale. È anche una esperienza felice con gli uomini della Breton che ci seguono. Non solo precisione e tempi sempre rispettati, ma anche la nascita di un rapporto di collaborazione vera e basata sulla reciproca ricerca della migliore soluzione".


"È vero che stiamo parlando di un oggetto di valore elevato, ma il livello di cura e assistenza che abbiamo ricevuto è davvero eccezionale. Gli uomini della Breton si sono rivelati molto più che semplici tecnici. In qualche caso abbiamo sviluppato con loro un rapporto che si avvicina all'amicizia. Sono stati capaci di farsi percepire come parte integrante della nostra squadra e questo non è affatto secondario. È fondamentale per chi fa il nostro lavoro avere a disposizione un partner che ti permetta di concentrarti sul tuo impegno dimenticando che la macchina che usi si può rompere, avere dei problemi o non garantirti la qualità che cerchi. Per noi lasciare da parte i problemi per concentrarci sul lavoro è certezza di serenità operativa. Che è ciò di cui abbiamo bisogno come l'aria per respirare”.

Breton Eagle, gamma per resine, compositi e leghe


Eagle è una vera e propria gamma di centri di lavoro a portale con traversa mobile, dedicati al mondo dei materiali compositi delle resine e dell’alluminio. È ideale per eseguire con velocità e precisione lavorazioni di fresatura in 5 assi e sulle 5 facce del pezzo in un unico set up.
Le varie configurazioni della macchine per la lavorazione dei compositi EAGLE consentono di eseguire anche le lavorazioni più impegnative con la massima flessibilità ed efficienza operativa con campi di lavoro che vanno da 2.000x2.500x1.000 mm fino a 10.500x5.000x2.500 mm ed oltre.



Massima flessibilità produttiva grazie alla possibilità di configurare l’area di lavoro ottimizzandola sia per lavorazioni di pezzi singoli sia per lavorazione di pezzi in pendolare. Anche l'aspetto operativo è facilitato dall'ottima visibilità del campo di lavoro e dal doppio accesso anteriore e posteriore che favorisce le operazioni di carico e scarico, set-up dell’attrezzatura e controllo in lavorazione.

Per saperne di più sui centri di lavoro a 5 assi Breton, ed in particolare sulla gamma Eagle, scrivi a mail@breton.it.

venerdì 16 dicembre 2011

giovedì 8 settembre 2011

venerdì 8 luglio 2011

Non è solo una questione di micron - 2a parte

Una scelta vincente 
Le commesse del settore aeronautico impongono precisioni e tolleranze estreme.
«Le macchine presenti in officina erano al limite, – ha proseguito Zaccone – quindi l’acquisto di nuovi modelli è stato una scelta obbligata».
I costruttori che propongono macchine simili sono numerose: perché scegliere Breton?
«Perché quando si contatta la Breton si ha subito l’impressione di parlare con una azienda attenta alle esigenze dei clienti. Pur essendo una realtà piuttosto grande, hanno saputo mantenere il contatto con il mercato e con gli utenti, rispondendo a ogni dubbio o richiesta in modo propositivo. Inoltre, abbiamo avuto l’occasione di osservare le macchine Breton all’opera in altre officine, sia in Italia che all’estero, e la prima impressione positiva è stata confermata anche in seguito. Infine, si tratta di una azienda italiana: è nel DNA di Aviolamer cercare le soluzioni prima sul territorio nazionale e, solo in mancanza di opzioni, di rivolgersi all’estero. Come realtà italiana, fa piacere quando ci viene riconosciuto un merito e ritengo si debba fare lo stesso con le altre aziende».

Ma c’è di più. «In passato ci siamo appoggiati ad aziende che, per varie vicissitudini, non sono state in grado di aggiornare i propri prodotti o che, peggio ancora, hanno dovuto chiudere. – ha proseguito Zaccone – Osservando Breton si nota la volontà di crescere investendo e innovando, proponendo tecnologie sempre aggiornate senza fermarsi “sugli allori”. È un approccio che rispecchia il nostro modo di affrontare il mercato e che, quindi, ci trova in piena sintonia con Breton». 

Modelli di punta 
È così che nell’officina di Aviolamer sono entrate, a partire dalla fine del 2010, prima una Matrix 800 2t K25 e, poco dopo, una Eagle 1000 2t K45.
La Matrix offre una dimensione della tavola di lavoro da 3.000x2.000mm, con una portata pari a 10 tonnellate per metro quadrato.
L’asse X dispone di una corsa di 2.000mm, sull’Y sono 2.500mm mentre gli 800mm in altezza sull’asse Z sono sufficienti a ospitare anche pezzi di dimensioni generose.
Ovviamente si tratta di macchine a cinque assi, indispensabili per risultare produttivi in questo settore. Lo spostamento sull’asse A è di ±105°, mentre l’asse C in continuo consente di realizzare anche le forme più complesse.
Il modello installato in Aviolamer possiede un mandrino da 28.000 giri/min in grado di erogare 28 e 20 kW con 55/38 Nm di coppia rispettivamente in S6 (40%) o in servizio continuo.
L’attacco mandrino HSK-63A è sufficiente a serrare con forza gli utensili per operare sia con alte velocità, sia con elevate asportazioni.
Per ridurre i tempi morti, i rapidi sono pari a 40 m/min (20 m/min sull’asse Z) e il cambio utensile viene eseguito in pochi secondi. 
Eagle offre invece una tavola da 5.000x2.000mm con portata da 500 kg/m2, corse X/Y/Z pari rispettivamente a 2.500x4.500x1.000mm, con un asse A in grado di ruotare da 0 a +115° e un asse C con spostamento di ± 270°.
Questo modello garantisce una velocità degli assi maggiore, fino a 85 m/min su X e Y e 50 m/min su Z.
Il mandrino è il medesimo della Matrix, sufficiente cioè a fresare anche i materiali più tenaci tipici del settore aeronautico.


Vantaggi diretti 
Grazie all’impiego dell’alta velocità, Aviolamer ha ridotto notevolmente i tempi ciclo innalzando nel contempo la qualità geometrica e la finitura superficiale, risultando così ancora più concorrenziale.
Affidandoci a Breton inizialmente ci siamo posti come obiettivo la realizzazione di pezzi complessi in minor tempo, ma ben presto ci siamo resi conto che non solo era possibile ottenere questo primo vantaggio, ma che il margine garantito dalla Matrix e dalla Eagle era notevole e che dipendeva semplicemente dal livello di confidenza tra l’operatore e la macchina stessa».
L’inserimento di macchine con queste caratteristiche, infatti, a volte può risultare complesso, in particolare nelle officine che non hanno esperienza con lavorazioni su cinque assi continui.
Breton offre pertanto un servizio di supporto per rendere autonomi in pochi giorni gli operatori, che possono così lavorare in modo produttivo sin da subito. Ma non solo: come ci spiega Zaccone, «osservando le ultime due commesse portate a termine abbiamo notato dettagli che non avremmo potuto ottenere con le altre macchine che abbiamo in officina. Con il progetto Sirius, ad esempio, sono state messe in evidenza le performance delle macchine, mentre in ambito automotive abbiamo realizzato gran parte del mastro di montabilità in alluminio della Fiat 500: si tratta di una replica esatta del veicolo sul quale tutti gli altri fornitori dovranno fare riferimento per l’assemblaggio dei propri pezzi. Inutile dire che la precisione dev’essere assoluta».
Strumenti polivalenti 
«In quanto terzisti, ci posizioniamo in fondo alla catena produttiva. – ha proseguito Zaccone – Su di noi vengono spesso scaricate molte criticità: da un lato si tratta di uno svantaggio, perché siamo costretti a offrire nel contempo flessibilità, economicità di processo e precisione, ma da un altro punto di vista rappresenta la caratteristica che porta gruppi come Piaggio Aero, Agusta e Thales a scegliere noi anziché altre officine concorrenti».
Da questo punto di vista, l’esperienza iniziata con Breton ha già portato alcuni vantaggi e ha aperto nuove opportunità: «L’acquisto delle due nuove macchine ha avuto un risvolto inaspettato ma gradito anche a livello di marketing. I clienti che visitano la nostra officina per comprendere meglio la realtà Aviolamer ci affidano ora con maggior fiducia le nuove commesse, perché sanno che verranno realizzate da personale competente su macchine di qualità».
«In futuro contiamo di realizzare nuovi componenti: per il Boeing 787, ad esempio, realizziamo già diversi pezzi ma c’è la possibilità che il committente ce ne affidi altri, più complessi. Se il volume di lavoro si alzerà ulteriormente – ha concluso Zaccone – c’è la possibilità di acquistare un’altra macchina Breton dedicata esclusivamente al titanio». Leggi la 1a parte >>

(Articolo estratto daTM Tecnologie Meccaniche, giugno 2011)

mercoledì 29 giugno 2011

Non è solo una questione di micron - 1a parte

Grazie all’impiego delle macchine Breton, Aviolamer ha raggiunto risultati di assoluta eccellenza in ambito aeronautico. Ma non solo: i due modelli acquistati hanno spalancato le porte per nuovi, prestigiosi ambiti applicativi.
Quando si parla di officine meccaniche, per aumentare le proprie capacità operative è necessario investire in tecnologia, know how e formazione del personale.
Un ragionamento che, sulla carta, fila liscio come l’olio, ma che all’atto pratico si scontra con una serie di questioni difficili da gestire.
Il problema è fondamentalmente legato al capitale da investire e al rischio che questo resti inutilizzato a causa di flessioni di mercato. Tanto maggiore sarà il livello tecnologico acquisito, però, tanto alta sarà la possibilità di utilizzare i nuovi strumenti produttivi.
Con lo sguardo rivolto al cielo
I mercati trainanti rimangono quelli dove la tecnologia la fa da padrona: non stupisce, quindi, osservare come le più virtuose aziende operanti nel settore aeronautico riescano a conservare la propria posizione e, anzi, a raccogliere consensi e a crescere.
È il caso di Aviolamer, azienda giovane ma dalle radici solide. Nata nel 1998, Aviolamer può contare infatti sull’esperienza trentennale accumulata dal personale che vi opera.

«Il primo approccio al settore aeronautico è avvenuto in qualità di ricambisti per parti in compositi per Finmeccanica e Alenia, – ha spiegato Ermanno Zaccone, direttore generale di Aviolamer– dopodiché ci siamo proposti per la creazione di parti più complesse e delle relative attrezzature».
Oggi il core business dell’azienda è legato ai velivoli, ma le competenze acquisite hanno permesso di diventare fornitori di primo livello per grandi gruppi del settore automotive come Fiat, Iveco e Psa Renault.
«Due anni fa abbiamo fatto un ulteriore balzo verso l’alto, affacciandoci al mondo aerospaziale, grazie alla collaborazione con Alenia Space per il progetto Sirius. – ha proseguito Zaccone – Abbiamo ricevuto gli elogi da parte della Nasa per l’attività di costruzione dell’attrezzatura di pedanatura e per le scale di servizio per il montaggio dei pavimenti della cellula. È stato molto emozionante, e non sarebbe stato possibile senza l’impiego di strumenti dall’indubbio valore tecnologico. Da questo punto di vista l’investimento fatto con i modelli Eagle e Matrix di Breton è stato quanto mai azzeccato».
Leggi la 2a parte >>

(Articolo estratto daTM Tecnologie Meccaniche, giugno 2011)

giovedì 19 maggio 2011

Centri di lavoro a alta velocità Breton: processo di lavorazione blisk

Xceeder 900 RT
Lavorazione completa di un Blisk in titanio diametro 620mm spessore 130mm con 19 palette integrali passando da una lavorazione eseguita con tre posizionamenti ad una lavorazione eseguita in un unico posizionamento, riducendo del 40% il tempo di sgrossatura e limitando al massimo il consumo di utensili. L’obbiettivo era quello di passare nella fase di finitura dall’attuale consumo di 1 utensile per ogni paletta ad 1 utensile per 3 – 4 palette.​​​​ 
Utilizzo di utensili integrali per le fasi di finitura.

Il blisk viene lavorato con la XCEEDER 900 RT, un centro verticale con 5 assi ad alta velocità e tavola rototiltante. Le corse X, Y, Z sono apri a 900x900x600 mm e la velocità di rapido arriva fino a 60 m/min, mentr l'elettromandrino sviluppa una potenza continua di 40 kW con 137Nm di coppia e 18000 giri/min.

L'attrezzaggio è studiato per accogliere diversi tipi di blisk, e con una sola procedura di fissaggio, l'operatore può bloccare il pezzo con il giusto precarico.
Fig. 01: blisk per turbojet
Fig. 02: pezzo grezzo forgiato di Titanio (Ti Al6 V4)
Fig. 03: pezzo fissato sulla tavola della macchina
Fig. 04: sgrossatura del pezzo in penetrazione assiale
Fig. 05: ripresa di sgrossatura in contornatura 1° livello
Fig. 06:ripresa di sgrossatura in contornatura 3° livello
Fig. 07 : semifinitura del fondo
Fig. 08: Riduzione del raccordo del fondo palettaFig. 09: controllo con liquidi di penetrazione

Le fasi di semi-finitura e finitura Blisk vengono realizzate sfruttando le potenzialità dei 5 assi continui. 
Breton per queste applicazioni ha sviluppato uno speciale software per la misurazione dei parametri dimensionali e geometrici nel processo di lavorazione del Blisk, in grado di regolare il ciclo finale di lavoro per ottenere il pezzo finito nelle tolleranze definite.
Il risultato finale è che Breton con la sua macchina e la sua tecnologia ha risparmiato il 23,8% del tempo totale di lavoro.
 Fig. 10: lavorazioni fondo, raggio di raccordo paletta – fondo
 XCEEDER 900RT con in evidenza la turbina blisk in Ti Al6 V4.
Per ulteriori INFO clicca qui oppure scrivi a mail@breton.it
By-by
Sergio Prior

giovedì 3 febbraio 2011

Centro di lavoro ideale per grandi dimensioni

Breton FLYMILL E’ una gamma di centri di lavoro CNC verticali ad alta velocità, a 5 assi interpolati continui, per fresatura di particolari con dimensioni medie, grandi e molto grandi in acciaio, alluminio, composito e resina.

FLYMILL consta di quattro modelli, 1000, 1300, 1600 e 2000, che si differenziano sostanzialmente per la corsa verticale e per la corsa trasversale che ha dimensioni di 2.500 mm, 4.000 mm e 3.500 mm, mentre le corse longitudinali variano tra 2.000 e 8.000mm e oltre.

Le ampie dimensioni della tavola, la rigidezza delle strutture e le grandi corse operative consentono di utilizzare questi centri di lavoro verticali anche in pendolare, con velocità di lavoro degli assi lineari di 40m/min, mentre in rapido si possono raggiungere i 60m/min. Le teste birotative, tutte con rotazione continua dell’asse C, rotazione asse A da -105° a +120°, velocità di rotazione fino a 100 giri/min e potenza elettromandrino fino a 40 kW, garantiscono elevati livelli di flessibilità e di complessità di lavorazione.
E’ disponibile una serie di elettromandrini particolarmente performanti, con velocità di rotazione che arrivano fino a 40.000 giri/min e coppie continuative fino a 137 Nm che permettono di lavorare ad alta velocità, sia in fase di sgrossatura che di finitura, materiali compositi, leghe leggere, acciaio fino ad arrivare alle superleghe. Tutti gli elettromandrini sono stabilizzati termicamente e uno speciale software per la compensazione delle dilatazioni termiche e dinamiche consente di mantenere precisioni molto ristrette anche al variare delle differenti condizioni operative.
Anche per la gamma FLYMILL è disponibile un’ampia dotazione di accessori per la personalizzazione delle macchine.
Le foto qui presenti mostrano una FLYMILL 1600 del ns. cliente Pushpak Trademech Ltd mentre lavora grandi ruote dentate impiegate nel settore dei mulini e dighe.

Qui potrete trovare il catalogo in formato PDF della gamma FLYMILL

giovedì 13 gennaio 2011

EAGLE centro di lavoro verticale per lavorare lega leggera, composito e resina

EAGLE è un centro di lavoro a portale con trave mobile a 5 assi interpolati per operazioni di fresatura ad alta velocità su alluminio e materiali compositi.
La macchina è quindi particolarmente indicata per la lavorazione di elementi aventi forma tridimensionale complessa quali quelli nel settore aeronautico.

Le varie configurazioni di EAGLE consentono di eseguire anche le lavorazioni più impegnative con la massima flessibilità ed efficienza operativa con campi di lavoro che vanno da 2.500x2.000x1.000 mm fino a 20.000x5.000x2.500 mm ed oltre, con doppia traversa e doppio cannotto, permettendo la lavorazione in pendolare.
Le peculiari caratteristiche di rigidezza e dinamica consentono di affrontare le varie tipologie di particolari con la massima velocità di lavorazione e capacità di asportazione. EAGLE infatti, grazie alle velocità degli assi lineari che arrivano fino a 85m/min e alla testa simmetrica e rototiltante con rotazione continua dell’asse C e rotazione dell’asse “A” da 0° a +115° mostra capacità di lavorazione non comuni proprio nell’esecuzione di profili complessi a cinque assi continui con la massima precisione e dinamica anche in sottosquadra.

La testa birotativa, posizionabile in qualsiasi angolazione del suo campo operativo, permette di utilizzare un mandrino fino a 40 kW di potenza e 28.000 rpm conferendo alla macchina una notevole capacità di asportazione.
La struttura completamente chiusa ed i cinematismi posti tutti nella parte superiore della macchina conferiscono il massimo grado di sicurezza per l’operatore e la massima affidabilità e precisione durante la lavorazione.

giovedì 16 dicembre 2010

Novità a cinque assi


Breton presenta Raptor, un centro di lavoro verticale ad alta velocità, capace di effettuare lavorazioni di fresatura, contornatura, rifilatura e foratura di particolari in lega leggera, in resina o in materiali compositi. La macchina è indicata per la lavorazione di pezzi tridimensionali, per le richieste dei mercati più esigenti, come quello aerospaziale e dei compositi

Se c'è un settore che, negli ultimi due anni, non ha risentito della crisi, questo è sicuramente quello delle costruzioni aeronautiche. Alle grandi imprese ingegneristiche, quali l'Airbus 380 o il Boeing 787, si sono aggiunte le riprese di nazioni come la Russia, o l'esplosione di nuovi mercati, come quello cinese. Certo, parlare di aerospaziale vuol dire, dal punto di vista dell'asportazione di truciolo, parlare di lavorazioni a cinque assi in continuo, non solo su materiali metallici, ferrosi e non, ma, sempre più spesso su materiali compositi, formati da più strati di materiali diversi,. Proprio a questo settore, e alle sue esigenze, si rivolge l'ultimo centro di lavoro nato in casa Breton, Raptor.

Macchina per compiti impegnativi.
La Raptor è un centro di lavoro verticale ad alta velocità, capace di effettuare lavorazioni di fresatura, contornitura, rifilatura e foratura di particolari in lega leggera, in resina o in materiali compositi.

Questo fa della Raptor una macchina senza dubbio indicata per la lavorazione di pezzi tridimensionali, come quelli del settore aeronautico, ma non solo, visto che questo genere di lavorazioni ha ormai preso piede anche nella nautica e nell'energetico.
Il centro di lavoro Raptor può affrontare queste lavorazioni forte delle sue caratteristiche di rigidezza e dinamicità, offrendo velocità di lavorazione unita a un grande volume di asportazione di truciolo; queste capacità sono testimoniate dalle velocità degli assi lineari, che arrivano a 80 m/min, mentre la testa di fresatura rototiltante e birotativa con rotazione ± 200° dell’asse C e rotazione dell’asse A da 0° a +115° permette grande versatilità nelle lavorazioni a cinque assi in continuo, assicurando precisione e dinamicità anche nelle lavorazioni in sottosquadro.
La testa birotativa, ad azionamento diretto, è posizionabile in qualsiasi angolazione del suo campo operativo.

La capacità di asportazione di volumi di truciolo anche elevati è garantita da un mandrino da 20 kW di potenza e con velocità di 28.000 giri/min.
Il centro di lavoro Raptor si presenta  con generose corse degli assi lineari X, Y e Z, rispettivamente di 3.800 mm ,2.800 mm e 1200 mm.
Sicuramente interessanti anche le doti di precisione della nuova macchina Breton: gli assi lineari offrono una Precisione di posizionamento di ±0,015 mm/m e una ripetibilità di posizionamento di ± 0,007  mm/m.
Gli assi rotativi arrivano a una precisione di posizionamento di ±0,025” e una ripetibilità di posizionamento assi di rotazione ± 0,017”.
I centri di lavoro Raptor sono dotati di un magazzino utensili da quattordici posti, ampliabile, opzionalmente, fino a cento posti.

La struttura completamente chiusa ed i cinematismi posti tutti nella parte superiore della macchina conferiscono il massimo grado di sicurezza per l’operatore e la massima affidabilità e precisione durante la lavorazione.