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venerdì 11 marzo 2016

Centro di lavoro Breton = Tecnologia all’avanguardia!

Con l’acquisto del nuovo centro di lavoro verticale a 5 assi ad alta velocità Xceeder di Breton, per la fresatura di parti in superleghe, acciaio, alluminio e composito, l’azienda Focus On Molds è in grado di garantire ai clienti quegli elevati standard qualitativi che da sempre la contraddistinguono sul mercato. (di Edoardo Oldrati e Flavio Della Muzia - TM)

Qualità di lavorazione, puntualità nelle consegne, affidabilità e competitività sono i punti chiave della strategia di Focus On Molds. In particolare dal 2002, sotto la guida dell’attuale management, l’azienda ha intrapreso un costante percorso di crescita che l’ha portata, oggi, ad essere una realtà ben conosciuta, a livello italiano ed internazionale, nel settore automotive, grazie ad un organico di oltre trenta persone che si occupano della progettazione e della realizzazione di stampi per iniezione plastica, pressofusione e semisolido.



Presente soprattutto nel mercato europeo, dove realizza l’80 percento circa del proprio fatturato, Focus On Molds ha messo in atto un piano di sviluppo a lungo termine che l’ha portata, nel 2011, ad acquisire l’attuale nuovo sito di Cologne, nel bresciano, all’interno del quale operava già una realtà produttiva, Astornova, impegnata nelle lavorazioni meccaniche in serie, entrata così a far parte del Gruppo. 

Parallelamente, nel 2004 la direzione ha fondato anche Plastinject, presso la sede di Bedizzole, dedicata esclusivamente al collaudo degli stampi prodotti, sia da Focus, che da altri stampisti, che si rivolgono alla società bresciana per la realizzazione delle loro campionature.



Specialisti dell’automotive
«La nostra attività è rivolta essenzialmente al settore dell’automotive, al quale dedichiamo la totalità delle risorse, ricevendo i modelli tridimensionali dei particolari da realizzare, per poi passare alla fase di sviluppo progettuale dello stampo in stretta sinergia con il cliente, fino alla sua realizzazione e collaudo, con il cliente, presso Plastinject – insomma, un vero e proprio servizio chiavi in mano ,ha affermato Giuseppe Ghilardi, amministratore/presidente del gruppo  - Disponiamo di un ufficio tecnico all’interno del quale operano progettisti che, attraverso potenti strumenti software CAD, si occupano di tradurre le esigenze della clientela in attrezzature per il processo produttivo, spesso in co-design con le aziende stesse per arrivare a concepire le forme più idonee da stampare». 

All’interno dell’area produttiva di Cologne vengono costruiti stampi che vanno dalle 2 alle 20 tonnellate, realizzabili anche in parallelo e su più commesse, in risposta alle mutate esigenze di un mercato, come quello di oggi, che vuole tempistiche sempre più strette tra la formulazione del preventivo e la consegna del prodotto, con la complicazione che, spesso, talune richieste aggiuntive pervengono anche in avanzata fase di produzione dello stampo.



Questa dinamica ha imposto all’azienda bresciana una riorganizzazione interna, al fine di ottimizzare tutte le fasi gestionali ed incrementare la propria flessibilità, a partire da personale sempre più qualificato. Fondamentale anche il rinnovo del parco macchine, attualmente composto da oltre una ventina di centri di lavoro all’avanguardia, in grado di realizzare prodotti d’elevata qualità, con processi stabili ed efficienti. 

«Uno dei requisiti fondamentali che valutiamo nella scelta delle macchine, dunque, è proprio la capacità di risposta a queste tempistiche serrate di lavoro, con possibilità di operare, su più turni non presidiati, con grande velocità e precisione: così, dopo un’attenta valutazione di quanto poteva offrirci il mercato, abbiamo deciso di rivolgerci a Breton per la fornitura della linea Xceeder, in grado di soddisfare appieno tutte le nostre aspettative - ha proseguito -. In realtà conoscevamo già l’azienda dal 2004, perché ci aveva fornito un ottimo centro di lavoro della serie Matrix, rimasto in servizio fino al trasloco del 2011, dopodiché, avevamo acquistato un nuovo centro di lavoro a portale a 5 assi, sempre della serie Matrix, tutt’ora operante con soddisfazione in stabilimento. 
Sulla scorta di quest’esperienza, dunque, avendo la necessità di disporre di una nuova macchina ad alta velocità e controllo a 5 assi con tavola girevole, abbiamo deciso di rivolgerci nuovamente a Breton».



Divenuta negli anni un vero punto di riferimento nel settore della produzione di centri di lavoro multifunzionali ad alte prestazioni, infatti, la società di Castello di Godego (TV) conta oggi su un organico di oltre 700 persone, impegnate nella progettazione e realizzazione d’impianti ad elevato livello tecnologico, destinati ad una moltitudine di comparti industriali quali quello aerospaziale, automobilistico, navale, energetico, costruzione di stampi e dell’industria manifatturiera in generale.

Performance al top
Studiato per soddisfare le richieste più esigenti degli operatori del settore aeronautico, della meccanica di precisione e degli stampisti, il nuovo CNC Xceeder fa parte dell’innovativa gamma di centri di lavoro verticali ad alta velocità, proposti da Breton, con architettura a portale, innovativa tecnologia Metalquartz e tavola rotobasculante ad azionamento direct-drive. Capace di assicurare un elevato volume di lavoro, ingombri contenuti e rigidità superiore rispetto ad una struttura in metallo o in semplice composito polimerico, Xceeder vanta un coefficiente di assorbimento vibrazionale 10 volte superiore alla ghisa, unito ad eccellenti prestazioni dinamiche di riferimento nella lavorazione, a 5 assi, di componenti complessi.



La particolare struttura termosimmetrica ed i sistemi di stabilizzazione termica garantiscono inoltre la massima precisione nelle lavorazioni, al variare delle condizioni ambientali ed operative in una versione, la 900 RT, che offre un campo di lavoro ampio, con corse di 900x900x700 millimetri sui tre assi X, Y e Z, velocità che possono raggiungere i 60 metri al minuto e una tavola, con diametro di 800 millimetri, asse C continuo ed asse A con rotazione da +110° a –30°, in grado di supportare carichi fino a 1000 chilogrammi. Completano le caratteristiche peculiari della Xceeder, 4 diversi elettromandrini, tutti con circuito di termostazione integrato, il primo dei quali, con una potenza fino a 85 kW, 300Nm di coppia in S1, 480Nm in S6 e velocità di rotazione di 14 mila giri al minuto, consente di affrontare anche leghe speciali come Titanio ed Inconel, con la massima capacità d’asportazione. 

Il secondo e il terzo elettromandrino, con una potenza di 40 kW, una coppia in S1 rispettivamente di 100 e 64 Nm e velocità di rotazione di 18.000 e 28.000 giri al minuto, garantiscono la massima versatilità della macchina, sia su acciaio che su leghe leggere mentre il quarto, particolarmente indicato per la superfinitura e la lavorazione di alluminio e materiali compositi, raggiunge i 40 mila giri al minuto, mantenendo la stessa potenza dei due precedenti.



Tutte le versioni della macchina, infine, possono essere equipaggiate con magazzino utensili fino a 200 posizioni, cambio pallet automatico e tutta una serie di optional, in grado di soddisfare le più complesse esigenze. «All’interno del nostro stabilimento, questo centro di lavoro viene utilizzato per una moltitudine di operazioni ma, soprattutto, per realizzare tasselli particolari (con un certo grado di finitura e tolleranze molto restrittive), che la macchina riesce a lavorare con una qualità ineguagliabile - ha aggiunto Ghilardi - Siamo molto soddisfatti delle prestazioni della nuova Xceeder, anche perché risponde appieno alla logica con la quale abbiamo organizzato la nostra fase produttiva, gestita generalmente su un turno, ottimizzando le lavorazioni in macchina, con cambi utensile automatizzati, da 30 postazioni, per sfruttare al massimo le operazioni in stabilimento fatte durante l’assenza del personale».


Inoltre, come ha voluto sottolineare Ghilardi, tra le caratteristiche che contraddistinguono l’azienda bresciana c’è in primis la serietà nell’approccio alla lavorazione, con la massima trasparenza nei confronti del cliente, al quale viene assicurato uno studio di fattibilità di un particolare pezzo evidenziando, sin dalla fase di pre-vendita, le eventuali criticità da valutare insieme al cliente stesso.



Con l’utilizzo del nuovo centro di lavoro di Breton, dunque, Focus On Molds è in grado di garantire il rispetto dei tempi d’inizio campionatura, che dev’essere assoluto per non tradire la fiducia degli acquirenti, consapevoli di poter contare sempre sulla società di Cologne. 

«Fondamentale, in tutto questo, il nostro controllo Qualità: per ciò che riguarda gli stampi ci avvaliamo di consulenti esterni qualificati, che si occupano esclusivamente della loro validazione, perché serve un punto di vista esterno ed imparziale al fine di garantire ai nostri clienti quel livello qualitativo che si aspettano da noi - ha concluso il titolare della Focus on Mold-. Un livello qualitativo che raggiungiamo anche grazie ad un costante aggiornamento dei nostri progettisti e tecnici, opportunamente formati sulla parte meccanica ma, soprattutto, sotto l’aspetto del software (un campo in continua evoluzione) e delle tipologie di utensili disponibili, di volta in volta, sul mercato».




Chi fosse interessato a ricevere più INFO e/o un'offerta relativa al centro di lavoro Breton Xceeder deve scrivere ora a mail@breton.it.
Vi risponderemo in brevissimo tempo.
E' tutto per oggi.
Grazie per l'attenzione e a presto.
Bye-bye
Sergio Prior

lunedì 20 ottobre 2014

La rete di imprese è nata qui

Andi-mec di Ozzano nell'Emilia, in quarant'anni di lavoro è divenuta il centro di una rete di imprese. Grazie a idee imprenditoriali e tecniche. 
Fra queste la scelta di Breton fra i centri di lavoro.
(di Paolo Beducci)

Ci sono persone che nascono con il desiderio di fare l'imprenditore. Io non ero uno di quelli. Mi ci sono trovato e siccome avevo moglie e figli ho accettato il ruolo che mi veniva in qualche modo richiesto. Se non imposto!”.
Sono le parole con cui Vittorio Grandi inizia a raccontare la storia della sua vita professionale e la nascita della Andi-mec la azienda da cui poi è nato un gruppo di realtà che oggi si dirama fra Emilia Romagna e Romania, facendo da apripista verso nuove forme di collaborazione fra realtà imprenditoriali differenti. 
La storia professionale di Grandi inizia negli anni sessanta. In quel periodo faceva il montatore e collaudatore di macchine e impianti per una delle aziende più famose nel mondo del packaging. Il suo lavoro era quello di girare il mondo  e di far funzionare ciò che veniva pensato e prodotto in Italia e poi esportato ovunque. 

Non ero uno facile - ricorda con una semplicità quasi complice del suo modo di essere – ero un casinista, un sindacalista di quelli accesi. Così a un certo punto entrai in conflitto con la proprietà dell'azienda per cui lavoravo. Probabilmente pur di non avere più un elemento fuori dal coro decisero di offrirmi la possibilità di mettermi in proprio e iniziarono a darmi le machine e gli impianti che venivano prodotti per il collaudo prima di spedirle al cliente finale”.

Inevitabile immaginare che dietro una personalità articolata e forte ci fosse necessariamente anche la voglia di non fermarsi, di costruire qualcosa che andare oltre la normale quotidianità fatta di routine. Il primo passo verso il cambiamento venne all'inizio degli anni '80, quando Grandi rilevò da un fallimento due torni e due frese. 

In quegli anni – ricorda – non c'era azienda simile alla mia che non avesse un paio di macchine pronte ad essere utilizzate per piccole lavorazioni e aggiustamenti di impianti in fase di collaudo”.
Nel caso di Grandi però la cosa era lievemente differente. Nel senso che i due torni e le due frese, finivano per essere spesso ferme e a lui questo non piaceva. 
“ decisi quindi di andare in giro a cercare lavoro per le mie quattro macchine – ricorda Grandi – e anche qualcuno che le sapesse far funzionare”. 
I problemi trovarono presto soluzione. Il lavoro arrivava e le machine, grazie all'aiuto di due ex colleghi che nelle ore serali andavano a dargli una mano, producevano con un buon ritmo. È chiaro però che a questo punto il gioco iniziava a farsi interessante e quindi proprio con i due ex colleghi vennero fondate altre due aziende di lavorazioni meccaniche in conto terzi. 

Le cose procedevano bene e le due aziende crescevano con costanza, anche se proprio in quegli anni stava iniziando una grande trasformazione nell'industria in generale e in quella meccanica in particolare. Si stava passando da una fase di imprenditoria basata sul costruire tutto all'interno delle mura aziendali, ad una scelta che vedeva il ricorso sempre più ampio a fornitori esterni per porzioni crescenti di lavorazioni. Così Grandi e soci videro in pochi anni crescere la domanda di lavorazioni complesse e di fornitura di pezzi già finiti.

Inevitabile a quel punto che la Andi-mec e le aziende ad essa collegate  finissero per assumere un ruolo in forte crescita, soprattutto in materia di lavorazioni di elevato livello tecnico. Una crescita che portò Andi-mec a divenire in breve tempo un punto di riferimento nel campo delle lavorazioni più complesse. Un ruolo che portò Grandi a far crescere il proprio spazio operativo con l'acquisizione di molte macchine utensili: centri di lavoro, in particolare.

L'aspetto più interessante in materia di politica industriale scelta, è la capacità di fare rete che Grandi aveva messo insieme. Con il contributo, è ovvio, dei suoi soci nelle diverse realtà che nel corso degli anni aveva realizzato. Tanto che oggi, a distanza di quarant'anni dalla seme gettato con Andi-mec, l'insieme di aziende che fa capo alla piccola holding costituita, la Dicoservice, conta su oltre 250 collaboratori. Una vera e propria rete di imprese che riesce in questo modo a proporsi anche presso clienti potenziali di dimensioni importanti alla ricerca costante di interlocutori solidi e affidabili.

Ma lasciamo per un attimo gli aspetti legati alle strategie e alle scelte economiche e spostiamo il focus sugli aspetti tecnici dell'offerta di Andi-mec.
Inutile dire che se si è capaci di stare sul mercato per quarant'anni le capacità imprenditoriali e la qualità del proprio lavoro siano indiscutibili. 
Oggi il parco macchine utensili dell'azienda di Ozzano Emilia è estremamente ampio e variegato e comunque basato su una scelta ben precisa: qualità, produttività e servizio, possono stare insieme sotto un unico cappello.

Tanto che oggi Andi-mec è in grado di produrre sia il singolo pezzo prototipale, sia serie di prodotti per una varietà di industrie in numerosi settori applicativi. Questo vanno dal ferroviario all'aeronautico, passando per il packaging, l'automotive, l'energia l'alimentare,il farmaceutico e molto altro ancora.
A rendere possibile tutto ciò c'è il corretto mix di capacità tecnologiche, sistemi  organizzativi, integrazione produttiva. Tutti elementi che uniti fra loro garantiscono flessibilità rapidità d'esecuzione e qualità del servizio al cliente.
In materia di centri di lavoro, l'ultimo acquisto realizzato da Grandi per la Andi-mec è un centro di lavoro Breton.

La scelta di comprare una macchina Breton – ci spiega Grandi – è legata al desiderio di poter avere in azienda prodotti e macchinari di altissima tecnologia. Perché oggi la tecnologia è l'unica strada per riuscire a restare competitivi. Anche perchè prosegue Grandi – è proprio la tecnologia che ti permette di liberare quegli spazi, quei tempi che ti permettono di garantire un livello di servizio alto senza vedere esplodere i costi”.
La Breton installata è uno dei modelli di punta del produttore trevigiano, un Xceeder, centro di lavoro verticale ad alta velocità con architettura a portale, con struttura tecnologica Metalquartz, tavola rototiltante con azionamento direct drive. Volumi di lavoro importanti con ingombri contenuti, rigidità elevata rispetto a una struttura tradizionale in elettrosaldato o in semplice composto polimerico, sono il punto di partenza grazie al quale Xceeder riesce a offrire una precisione e una stabilità operativa di  livello superiore.

Abbiamo visitato la Breton – prosegue nel suo racconto Grandi – e ci siamo resi conto che si tratta di una azienda che è in grado di operare su livelli di eccellenza. Così abbiamo fatto il passo di comprare da loro una prima macchina e non ce ne siamo affatto pentiti anzi. Pensiamo quando sarà possibile, di fare un secondo acquisto presso Breton
Questo non solo perché la Xceeder che abbiamo in officina ci soddisfa a pieno e funziona  molto bene, ma anche per la sensazione che abbiamo ricevuto costantemente di essere seguiti passo passo in un percorso che comunque non è mai indolore, quando ci si affianca a prodotti di altissima tecnologia. E poi siamo in un mondo che prevede la presenza di difficoltà. 
È inevitabile. Quindi più che cercare il prezzo, o lo sconto, o altri richiami più o meno consistenti, penso che l'importante sia  avere di fronte un interlocutore serio che non pensi di avere esaurito il proprio compito con la consegna e l'istallazione del centro di lavoro.  Breton, anche sotto questo aspetto,  è a mio parere una azienda attrezzata per il futuro.

La questione non è spendere o risparmiare qualche migliaia di € quando ne stai spendendo centinaia di migliaia per comprare una macchina. La cosa fondamentale è avere interlocutori seri”.

Per info e prezzo del centro verticale Breton Xceeder, scriveteci a mail@breton.itVi rispondremo in breve tempo.
Grazie per l'attenzione.
A presto.
Bye-bye
Sergio Prior