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giovedì 27 ottobre 2016

Il centro di lavoro a 5 assi del mese: Breton Eagle



Ad alta velocità, sviluppato per rispondere alle esigenze delle officine che affrontano materiali quali resine, compositi, alluminio e carbonio, il tutto garantendo precisione dimensionale. (Articolo tratto da Tecnologie Meccaniche)

Breton Eagle
Nella propria storia di costruttore di macchine utensili, Breton si è sempre distinta per la cura e la qualità nella progettazione e produzione di soluzioni per l’asportazione di truciolo metallico. 

L’alta precisione, unita a potenze e coppie adeguate per lavorare i nuovi materiali, è stata uno dei cavalli di battaglia dell’azienda di Castello di Godego (TV) per soddisfare le necessità di settori quali l’aerospace, l’automotive e quello degli stampi.
Breton Matrix 1000 Dynamic

Per ottenere i migliori risultati ha progettato modelli come i centri di lavoro Matrix, usati anche per gestire materiali più leggeri (alluminio, resine e compositi), dove sono comunque richieste precisioni piuttosto spinte e performance di asportazione di buon livello.


Matrix è però un modello che può risultare in alcuni casi sovradimensionato in termini di potenze e precisioni rispetto alle reali necessità di questi settori e, come sappiamo, gli utilizzatori tendono a preferire soluzioni perfettamente aderenti alle proprie necessità.
Il mercato molto spesso offre soluzioni meno performanti e con precisioni volumetriche inadeguate. Eagle è la soluzione Breton per queste aspettative.

Un nuovo settore applicativo
Breton Eagle, la macchina del mese per Tecnologie Meccaniche

Breton ha deciso di realizzare un prodotto che non fosse in diretta concorrenza con altri costruttori, né ovviamente con alcune delle macchine che già stava realizzando, bensì inserendosi in una nicchia che necessita di buona precisione senza richiedere grandi investimenti.

Non tutti i clienti possono infatti permettersi (o ne hanno la necessità) una macchina che presenti potenze o precisioni estremamente elevate: per questo si è resa sempre più evidente la necessità di offrire un prodotto che andasse incontro a questa esigenza, tipica di chi si occupa della costruzione di stampi su alluminio o di modelleria su resina, carbonio o compositi, il tutto con una precisione non spinta ma comunque superiore a quella ottenibile con macchine di fascia bassa.

Eagle è quindi un centro di lavoro ad alta velocità a 5 assi per la fresatura, la foratura e la rifilatura di componenti di medie e grandi dimensioni realizzati in composito, strutture sandwich, leghe leggere, resine e materiali plastici, il tutto con una buona precisione dimensionale.




Si tratta di una macchina concettualmente più semplice ed economica di una Matrix, ma nello stesso tempo capace di garantire una precisione superiore a quanto disponibile nel settore della lavorazione dei materiali leggeri.


Eagle nasce sulla base della filosofia produttiva che da sempre contraddistingue le macchine Breton: mandrino verticale, viti a ricircolo di sfere di alta qualità, motorizzazione degli assi con recupero dei giochi per assicurare le precisioni volute, strutture termosimmetriche, testa a forcella simmetrica, elettromandrini raffreddati ad alte prestazioni.


Dal punto di vista economico, Eagle richiede un investimento decisamente inferiore rispetto all’acquisto di una Matrix (circa il 30% in meno, variabile a seconda della configurazione). Questo valore è considerevole su una singola macchina, ma spesso gli utilizzatori necessitano di più centri di lavoro dedicati a queste operazioni: dunque la convenienza economica diventa ancora più evidente.

Costruzione modulare


Eagle porta con sé la logica costruttiva degli altri modelli Breton: si tratta infatti di una macchina gantry su spalle alte, con asse verticale bilanciato e che usa teste a struttura simmetrica in modo che le dilatazioni termiche siano sempre regolari.


Non tutte le officine sono dotate di impianti di climatizzazione, e il design termosimmetrico consente di ridurre le deformazioni strutturali e di renderle facilmente correggibili via software. Naturalmente i punti nei quali viene generato il calore (come la testa, l’asse A e l’elettromandrino) sono raffreddati attraverso l’impiego di un apposito chiller, al fine di ridurre il passaggio del calore ad altri punti della struttura.

Come buona parte delle macchine prodotte da Breton, anche Eagle presenta un’elevata modularità di progetto.
È realizzata interamente in acciaio elettrosaldato ed è dimensionata tramite analisi agli elementi finiti per ridurre le vibrazioni e limitare le torsioni; questa scelta consente di venire incontro alla richiesta di modularità dimensionale imposta dagli utilizzatori della macchina, permettendo a Breton di personalizzare facilmente il prodotto standard per soddisfare le richieste del mercato.


La macchina è azionata tramite motori brushless; la trave per lo spostamento del gantry è di tipo a cremagliera con due motori e relativi pignoni con recupero dei giochi che, grazie alla modularità della soluzione a cremagliera, assicura corse da 2 m in su. In Y, a seconda del modello scelto, si parte da 2,5 m di corsa per salire fino a 5 m. La corsa dell’asse Z, infine, è pari a 1 m per il modello più compatto e arriva a 2,5 m per quello più grande.




La struttura snella consente inoltre di raggiungere velocità e accelerazioni significative: 70 m/min in X e Y, 50 m/min in Z (tutti gli assi lineari sono dotati di encoder) con accelerazioni fino a 4 m/s2, 12 giri/min sull’asse A e 19 sull’asse C.

Gli elettromandrini sono in parte ereditati dalla Matrix, mentre altri sono sviluppati appositamente per rispondere alle necessità specifiche degli utenti di questa tipologia di macchina. Il modello entry level, di costruzione Breton, offre una coppia di 52 Nm, 16.000 giri/min, 25 kW di potenza ed è lubrificato a grasso: si tratta di una scelta dettata proprio dal tipico ambito applicativo, ovvero l’aerospace, dove è tassativamente vietata la perdita di lubrificante su particolari in composito o carbonio.

In alternativa, sono disponibili altri mandrini sviluppati in codesign con i partner di Breton che offrono fino a 40 kW e la lubrificazione aria/olio.

La testa di lavorazione è stata sviluppata affinché garantisse le precisioni e le prestazioni richieste da questa tipologia di settori applicativi: una soluzione compatta ad azionamento meccanico per permettere di ottenere le prestazioni volute senza impiegare i direct drive – più costosi – e con pivot ridotti in modo da poter penetrare meglio all’interno dei pezzi e poter effettuare tutte le operazioni richieste.


È un blocco in fusione di ghisa, una soluzione efficiente per lo smorzamento delle vibrazioni direttamente dove queste si generano, è dotata di freni di stazionamento per lavorare in 3+2 ad assi bloccati e assicurare la massima rigidezza anche con asportazioni impegnative.

La macchina ha ottenuto un riscontro positivo dalle modellerie che realizzano stampi rotazionali, che tipicamente eseguono forti asportazioni su alluminio. Medesimo discorso per le modellerie che realizzano particolari in scala in Ureol, prodotti in resina e altri componenti per la prototipazione.

Potenza e controllo


Un dettaglio legato alla lavorazione dei materiali compositi è la presenza, talvolta, di inserti filettati da forare o piccole lamine in titanio all’interno della struttura: altre soluzioni sul mercato non sono in grado di affrontare queste lavorazioni che, quindi, vengono effettuate manualmente da un operatore, con i problemi legati alla precisione e alla produttività che ciò comporta.


Al contrario, Eagle permette di affrontare anche quei pezzi che includono composito, alluminio e inserti vari, completando l’operazione direttamente in macchina.
Nel settore dell’aerospace civile, Eagle si rivela ideale per tutto il macchinato in alluminio strutturale, le strutture di arredamento, i pannelli con struttura a nido d’ape, le fibre aramidiche, l’alluminio e i compositi che vanno forati e svasati.


Ovviamente Eagle è in grado di lavorare anche i materiali più tenaci, tenendo conto del fatto che le sue prestazioni saranno inferiori rispetto a quelle ottenibili ad esempio con una Matrix. La scelta sarà dettata quindi sulla base della predominanza delle lavorazioni da effettuare e dei materiali da affrontare.

Gli accessori

Testina di taglio ad ultrasuoni

Oltre agli optional più tradizionali, come telecamere di controllo dell’area di lavoro e magazzini utensili di diverse capacità, Breton ha pensato a una serie di accessori dedicati agli ambiti applicativi specifici ai quali Eagle è destinata.


Per la lavorazione dei compositi, è stata ideata una testina di taglio a ultrasuoni che può essere gestita come un comune utensile (infatti viene alloggiata nel magazzino) che evita di strappare o scheggiare il pezzo.


Sempre per i compositi e i particolari in carbonio è stata creata una testina di controllo svasatura gestita in automatico attraverso semplici maschere nel controllo numerico, che consente di effettuare la verifica della reale posizione del foro sul pezzo prima di effettuare la svasatura: questa procedura si rivela indispensabile ad esempio con i portelloni in carbonio degli aerei perché la geometria dello stampato in carbonio difficilmente combacia esattamente con il modello Cad.


Il sistema effettua quindi un controllo per stabilire la reale posizione dei fori sul pezzo (tramite tastatore fisico o laser) in tre punti per stabilirne le esatte coordinate prima di fare la svasatura. Rispetto a un ciclo di tastatura si riducono notevolmente i tempi e, quindi, i costi.



I controlli numerici installabili sulla Eagle sono i modelli Siemens 840D sl e Heidenhain 640 iTNC, entrambi in versione full optional per quanto riguarda la dotazione software. Su richiesta dei clienti, inoltre, è possibile sviluppare applicazioni, cicli e interfacce specifiche che “girano” sul controllo numerico per migliorare l’utilizzo della macchina.

È previsto infine un accessorio con un 6° asse orizzontale di posizionamento, per effettuare quelle lavorazioni di rivoluzione che richiedono un posizionamento particolare dei pezzi e un’accessibilità totale in ogni condizioni.

Sicura e produttiva

Potendo lavorare sia a secco che con lubrorefrigerante, sarà l’utilizzatore a scegliere sulla base dell’impiego che ne farà: Breton ha previsto l’impiego di nastri evacuatori, sistemi di aspirazione o entrambi. In presenza di materiali accoppiati, dove è necessario effettuare fresature sul carbonio e successivamente filettature sugli inserti in alluminio, si potranno gestire le polveri di carbonio con il sistema di aspirazione e i trucioli in alluminio con i nastri evacuatori.

L’impegno di Breton nel soddisfare la normativa Atex è massimo: quando si parla di sicurezza, in particolare con impianti industriali, nessuno vuole incorrere in problemi o “sorprese”.

La macchina è perciò completamente chiusa con soffietti a cielo per evitare la dispersione di polveri all’interno degli ambienti di lavoro e presenta sistemi di aspirazione a bordo tavola e sul naso mandrino.
In fase di lavorazione di grafite, la cui polvere è estremamente aggressiva sia sulle parti meccaniche, sia su quelle elettriche, Breton offre cabine IP65 per i quadri elettrici o, in alternativa, posizionati a opportuna distanza dal punto in cui le polveri vengono generate.




Vuoi saperne di più sulla Breton Eagle? Per INFO e richieste su questo centro di lavoro a 5 assi scrivi ora a mail@breton.it.

giovedì 26 maggio 2016

I big hanno scelto i centri di lavoro verticali Breton

Sono molte le aziende che hanno deciso di acquistare i centri di lavoro a 5 assi Breton. La machine tool division dell’azienda, in costante crescita, sta soddisfando alcune tra le industrie aerospace più importanti e prestigiose del mondo.

Si stanno imponendo nel mercato per tanti motivi: in primis per essere performanti e ideali per materiali e pezzi specifici di alluminio, acciaio o titanio. Sono i centri di lavoro ad alta velocità Breton, la soluzione high-tech scelta da prestigiose aziende aerospace di fama mondiale per ridurre i tempi e migliorare la qualità delle proprie lavorazioni.

Queste aziende hanno acquistato centri di lavoro verticali Breton:

Di seguito una panoramica con le diverse tipologie di componenti prodotti grazie alle macchine utensili Breton.



Lavorazioni ad asportazione del truciolo di componenti strutturali e motori di aerei, elicotteri, satelliti, sia parti rotanti che parti statiche, realizzate in materiale che vanno dal titanio al carbonio.




GRANDI DIMENSIONI
Asportazione pesante, fresatura ad alta velocità anche su pezzi di grandi dimensioni. Alta precisione garantita a cinque assi continui e interpolati che possono spingere a realizzare geometrie complesse, tipiche del settore aeronautico. 
Struttura motore aereo, da Wikipedia

BLISK E IMPELLER
Tra le produzioni più comuni in ambito aeronautico quella di diversi tipi di blisk sfruttando i 5 assi continui, impeller per l'avviamento dei motori degli aeromobili, o i Case dove sono contenuti i blisk e gli impeller. Tornitura, per il disco, e fresatura, per le palette, ad alta precisione sulla singola macchina.



AUTOMAZIONE
Il caricamento del pezzo nelle macchine Breton può avvenire con cambio pallet automatico per la maggiore produttività e flessibilità nella produzione di tutti i giorni, con un peso del carico per ciascun pallet fino a 2000 kg dinamici e 2500 kg statici, ad esempio nelle Xceeder.


Mentre la massima dimensione tornibile, in questo caso nelle Ultrix, altro centro di lavoro particolarmente indicato per il settore aerospace, è di 800 mm (Ultrix 800 RT), 1000 mm (Ultrix 1000 RT) o 1500 mm (Ultrix 1200 RT).
Sono diverse le soluzioni possibili. Come quella installata sulla Breton Maxima: uno speciale sistema di cambio pallet per la tornitura, con pallet tondi (diametro 1600 mm) per rotazioni a 350 giri/min di velocità alla massima precisione.



Si può operare in pendolare. A titolo esemplificativo Alenia-Aermacchi con la sua Breton Flymill, serie particolarmente indicata per il settore aerospace, lavora varie tipologie di componenti di motori e strutturali.



Piaggio Aerospace ha scelto ben 6 centri di lavoro Ultrix, con cambio pallet e una particolare ergonomia adatta agli operatori per l'accessibilità al pezzo. La società indiana Hindustan Aeronautics Limited (HAL)ha una Flymill con doppia trave, doppio carro e doppia testadue macchine in una; un pendolare ancora più sofisticato dove è possibile lavorare contemporaneamente da una parte e dall'altra, pezzi diversi oppure lo stesso pezzo, riducendo sensibilmente i tempi di produzione.



TAI (Turkish Aerospace Industries) invece, ha scelto 3 Flymill con cambio automatico della tavola mobile, nel video potete vederle in azione.



Anche le nuove Matrix possono essere personalizzate, c'è chi ad esempio ha optato per una versione K80 con corse X= 8.000.
Per la riduzione di costi e tempi Breton fornisce ai clienti centri di lavoro sempre più automatizzati e non presidiati che collegano più pallet e sistemi di trasferimento FMS (flexible manufacturing system).

COMPOSITI
I centri di lavoro Eagle e Raptor sono stati scelti da chi aveva la necessità di lavorare in particolare compositi, resine, diverse fibre per strutture aeronautiche leggere e non solo.


Guardate ad esempio la testa di taglio ad ultrasuoni con un pannello sandwich honeycomb, componente strutturale di un aeromobile in composito. Accessorio che Breton ha messo a punto per il taglio a ultrasuoni, una tecnologia già utilizzata da diversi clienti di Breton, uno dei quali è TAI, ideale per la lavorazione dei materiali core in honeycomb sia aramidici che in alluminio, per componenti strutturali che richiedono sempre più leggerezza associata alla rigidità.



Nel video qui sotto, girato alla fiera Jec World di Parigi c'è all'opera una Eagle 1400 in azione sia con una testina ad ultrasuoni che con una testa per eseguire svasature, la quale realizza le forature nella porta di un aereo grazie a 3 trasduttori attorno all'utensile di foratura, senza bisogno di speciali programmazioni. I trasduttori entrano in contatto con la superficie in carbonio e ne individuano la reale posizione nello spazio compensando direttamente la direzione perpendicolare alla superficie e misurando l'esatta profondità di svasatura.

Una soluzione unica, già adottata da vari produttori di aerostrutture, tra i quali Sonaca, che ora offrono componenti più precisi in tempi molto più rapidi.




PRESTAZIONI
Stanno riscontrando grande interesse le straordinarie prestazioni di asportazione truciolo della Matrix 1000/K60 Dynamic: fino a 11000 cm3/min, potenza coppia in S1, con elettromandrino dotato di una potenza di 70kW capace di girare a 28.000 giri al minuto. Un centro di lavoro già scelto da Merletti Aerospace e Halgand con grande potenza, molta coppia e tanti giri in un singolo mandrino, per affrontare lavorazioni come la sgrossatura e finitura di alluminio.



I centri di lavoro Breton sono scelti oltre che per la loro precisione, affidabilità, anche per essere tailor-made.

Se pensate che possano essere ideali per le vostre lavorazioni scriveteci a mail@breton.it .

Vi risponderemo in brevissimo tempo.

lunedì 23 maggio 2016

Nuovi orizzonti per l’aerospace machining

Aerospace, l'industria alla continua ricerca di materiali innovativi con performance sempre più spinte e lavorazioni con precisioni micrometrica.

Un'industria che ha bisogno di qualcuno che altrettanto velocemente sviluppi soluzioni produttive all'avanguardia in grado di garantire affidabilità e competitività. Ecco cosa sta spingendo moltissimi dei più noti player del settore Aerospace ad entrare in partnership con Breton.

L’azienda italiana produttrice di centri di lavoro ad alta velocità ha introdotto recentemente due rivoluzionarie tecnologie che stabiliscono nuovi orizzonti per l'aerospace machining.



FORATURA E SVASATURA
Una di queste trova il suo cuore in una testa per eseguire forature e svasature non solo veloci ma precise come mai prima d'ora. Può essere installata su varie macchine a 5 assi, come i modelli Breton Matrix e Breton Eagle.

Senza bisogno di speciali programmazioni, 3 accurati trasduttori attorno all'utensile di taglio entrano in contatto con la superficie del pezzo e ne individuano la reale posizione nello spazio compensando direttamente la direzione perpendicolare alla superficie e misurando l'esatta profondità di svasatura.

Una soluzione unica, già adottata da vari produttori di aerostrutture che ora offrono componenti più precisi in tempi molto più rapidi.



ULTRASUONI
Altra entusiasmante innovazione è senza dubbio rappresentata dagli accessori che Breton ha messo a punto per il taglio ad ultrasuoni, ideali per la lavorazione dei materiali core in honeycomb sia aramidici che in alluminio, per componenti strutturali che richiedono sempre più leggerezza associata alla rigidità realizzati con un'incredibile produttività.


MULTITASKING
Entrambe le tecnologie sono automaticamente gestite ed intercambiabili con gli altri utensili a disposizione del centro di lavoro, in una perfetta logica multitasking, per realizzare più operazioni con un unico macchinario riducendo così gli investimenti, i costi e i tempi di produzione, garantendo la migliore precisione e la più efficiente produttività.


Per maggiori informazioni sulle teste Breton scriveteci a mail@breton.it, vi risponderemo in brevissimo tempo.

martedì 26 aprile 2016

Breton Matrix 1000 DYNAMIC, la 5 assi "senza compromessi"

Aumentare la produttività è un comune denominatore per le aziende aerospace, automotive, o degli stampi. Produrre manufatti di alta qualità, precisione e tecnologia è un plus che soltanto alcuni centri di lavoro a 5 assi possono garantire.

Breton Matrix 1000 DYNAMIC, l’ultima nata della famiglia Matrix, abbina queste caratteristiche: per farvi apprezzare le sue potenzialità abbiamo pensato ad una sequenza di foto e video di questo innovativo centro di lavoro.

Legno


Cambio utensili

Come vedete la Matrix 1000 DYNAMIC è ideale per la fresatura di particolari di medie e grandi dimensioni in acciaio, alluminio, materiali compositi e resina con corse fino a 3.000x6.000x1.300mm.




PRECISIONE
La precisione prima di tutto: avete visto il genere di pezzi lavorabili? Spesso e volentieri si tratta di prototipi, anche di titanio o leghe speciali, che richiedono il massimo rispetto delle tolleranze di progetto.


Questa versione ad esempio – la Matrix DYNAMIC K60 presentata alla EMO di Milano con elettromandrino con 70 kW di potenza - può lavorare pezzi fino a 6 metri di lunghezza con una capacità di asportazione di alluminio fino ad 11.000 cm3/min.

Un grande vantaggio nei settori dove viene impiegato largamente l’alluminio, come l’automotive e l’aerospace.







PERSONALIZZAZIONI
La Matrix 1000 DYNAMIC, come del resto tutti i centri di lavoro Breton, sono personalizzabili a seconda delle esigenze del cliente. Configurabile con una o due aree di lavoro per operare in pendolare, equipaggiabile con magazzini a catena, o a rack robotizzato con manipolatore di scambio rapido per ridurre il tempo di cambio utensile.



Differenti soluzioni ad hoc per la produttività di qualsiasi azienda.

Godetevi queste lavorazioni:


 


 

 
 


Sfogliate inoltre il catalogo qui sotto per scoprire tutte le sue caratteristiche:




Se siete interessati al centro di lavoro Breton Matrix 1000 DYNAMIC, non vi resta che scrivere a mail@breton.it. Vi risponderemo in brevissimo tempo.


Grazie per l'attenzione e a presto.

giovedì 4 giugno 2015

SEMPRE PRESENTI
A Parigi (Le Bourget), per l'evento più importante dell'anno Breton sarà presente per garantire il sostegno e la vicinanza ai propri clienti più stimati del settore aerospace.





Lo stand Breton non è soltanto un punto di incontro dove gustare un buon caffè espresso italiano, ma è il luogo perfetto dove scoprire gli ultimi sviluppi nelle tecnologie di lavorazione nei compositi e nei metalli.



Venite a scoprire come Breton può aiutarvi a migliorare le vostre performances, offrendovi le soluzioni più adatte per le sfide produttive di oggi, e per quelle del domani.



VENITECI A TROVARE

In posizione centrale, a fianco al ristorante "Le Club", a due passi dalle porte d'ingresso del Padiglione 2, ecco dove sarà il nostro spazio espositivo al Paris Air Show:
HALL 2B - Stand DE2


Per INFO e richieste sui nostri centri di lavoro verticali a alta velocità e tecnologie scriveteci ora a mail@breton.it
E' tutto per oggi. 
Grazie per l'attenzione. 
Bye-bye
Sergio Prior

giovedì 19 maggio 2011

Centri di lavoro a alta velocità Breton: processo di lavorazione blisk

Xceeder 900 RT
Lavorazione completa di un Blisk in titanio diametro 620mm spessore 130mm con 19 palette integrali passando da una lavorazione eseguita con tre posizionamenti ad una lavorazione eseguita in un unico posizionamento, riducendo del 40% il tempo di sgrossatura e limitando al massimo il consumo di utensili. L’obbiettivo era quello di passare nella fase di finitura dall’attuale consumo di 1 utensile per ogni paletta ad 1 utensile per 3 – 4 palette.​​​​ 
Utilizzo di utensili integrali per le fasi di finitura.

Il blisk viene lavorato con la XCEEDER 900 RT, un centro verticale con 5 assi ad alta velocità e tavola rototiltante. Le corse X, Y, Z sono apri a 900x900x600 mm e la velocità di rapido arriva fino a 60 m/min, mentr l'elettromandrino sviluppa una potenza continua di 40 kW con 137Nm di coppia e 18000 giri/min.

L'attrezzaggio è studiato per accogliere diversi tipi di blisk, e con una sola procedura di fissaggio, l'operatore può bloccare il pezzo con il giusto precarico.
Fig. 01: blisk per turbojet
Fig. 02: pezzo grezzo forgiato di Titanio (Ti Al6 V4)
Fig. 03: pezzo fissato sulla tavola della macchina
Fig. 04: sgrossatura del pezzo in penetrazione assiale
Fig. 05: ripresa di sgrossatura in contornatura 1° livello
Fig. 06:ripresa di sgrossatura in contornatura 3° livello
Fig. 07 : semifinitura del fondo
Fig. 08: Riduzione del raccordo del fondo palettaFig. 09: controllo con liquidi di penetrazione

Le fasi di semi-finitura e finitura Blisk vengono realizzate sfruttando le potenzialità dei 5 assi continui. 
Breton per queste applicazioni ha sviluppato uno speciale software per la misurazione dei parametri dimensionali e geometrici nel processo di lavorazione del Blisk, in grado di regolare il ciclo finale di lavoro per ottenere il pezzo finito nelle tolleranze definite.
Il risultato finale è che Breton con la sua macchina e la sua tecnologia ha risparmiato il 23,8% del tempo totale di lavoro.
 Fig. 10: lavorazioni fondo, raggio di raccordo paletta – fondo
 XCEEDER 900RT con in evidenza la turbina blisk in Ti Al6 V4.
Per ulteriori INFO clicca qui oppure scrivi a mail@breton.it
By-by
Sergio Prior