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mercoledì 22 luglio 2015

Tutti i vantaggi di un nuovo magazzino

Breton in collaborazione con Ferretto Group ha ridisegnato il suo magazzino. Una logistica automatizzata per l’ottimizzazione degli spazi, dei flussi e dei processi.

Un magazzino all’avanguardia, per un circolo virtuoso di vantaggi. Breton ha recentemente inaugurato il suo nuovo magazzino. Un’azienda profondamente radicata nel territorio e orgogliosa di mantenere il proprio headquarter a Castello di Godego (Treviso) da una criticità ha intravisto un’ opportunità. Se i reparti di produzione hanno chiesto di farsi largo, vista la crescita costante dell’azienda specialmente nell’ultimo quinquennio, i medesimi spazi non bastavano (Breton opera su un’area di 81.000mq). La soluzione è arrivata dal ramo aziendale che ha fatto della flessibilità la sua mission; la logistica.                                               
Certe necessità accomunano giornalmente più aziende sempre alla ricerca di tempi di produzione e consegna puntuali e buone logiche di gestione delle scorte.
Breton ha pensato a come ridefinire il proprio layout interno, nell’ottica di un’ottimizzazione generale sia per il settore meccanica (centri di lavoro ad alta velocità), che per l’universo delle macchine per la lavorazione della pietra.

Siamo partiti dal bisogno di garantire maggiori spazi alla produzione. Volevamo però che questa esigenza di un’area core, rappresentasse un’occasione di crescita e sviluppo per tutta l’azienda” commenta Massimo Marchioro, Direttore Produzione di Breton.



Il magazzino manuale in uso era saturo e la ristrettezza degli spazi non ci permetteva alcuna innovazione: abbiamo calcolato che il 50% del tempo dei nostri operatori di magazzino era “perso” nello spostarsi tra gli scaffali alla ricerca o alla ricollocazione della merce: un patrimonio di tempo ed energie che volevamo assolutamente recuperare”.




Breton ha trovato in Ferretto Group il partner per soddisfare le proprie esigenze. L’azienda vicentina specializzata nella progettazione e integrazione di scaffalature, soppalchi e sistemi automatici di magazzinaggio, ha accolto la sfida di riuscire ad ottimizzare in un’area ridotta un elevato numero di codici attivi (oltre 170.000 referenze tra materie prime e semilavorati, dalle viti di pochi grammi ai semilavorati di qualche quintale).

E’ stata quindi pensata una soluzione su misura che integrasse diverse tecnologie di automazione, combinando un magazzino automatico con traslo con 4 magazzini verticali a cassetti e scaffalature cantilever per i fuori sagoma. A maggio del 2013 l’inizio dei lavori per il montaggio; nell’agosto dello stesso anno l’inserimento del primo pezzo a magazzino: una tempistica record.

Il magazzino automatico si sviluppa su 7 e 9 livelli con locazioni a doppia profondità che possono ospitare sia merce pallettizzata sia box metallici. Complessivamente il magazzino ha una capacità di 2.188 UdC in soli 600mq” racconta Walter Squizzato che spiega la portata del grande investimento di Breton. “La compattezza della soluzione ci ha permesso di recuperare ben 1.500mq da dedicare alle linee produttive. Una delle particolarità? Abbiamo lavorato a fabbrica aperta senza mai interrompere le attività produttive”.



Il magazzino autoportante è alimentato da tre baie di ingresso con monitor touch screen, pistola di lettura barcode, e rulliere che veicolano la merce alla presa in carico dei traslo (il magazzino reale e quello informatico sono perfettamente allineati). È poi il WMS a destinare il materiale alla locazione ottimale in base alla miglior saturazione del magazzino stesso. Il magazzino automatico ha una capacità in/out put di 80 cicli/ora, mentre i magazzini verticali lavorano con una media oraria di 58 missioni.

L’automazione ha permesso di assorbire l’impatto dei picchi in entrata che si manifestano in particolare con cicli di 15 giorni circa. Ora la maggior parte dei fornitori di Breton consegnano la merce già inserita nei cassoni che rappresentano l’UdC del magazzino automatico.



Maggiore produttività e sicurezza, stoccaggio e material handling più funzionali, per un inventario completamente automatico: l’investimento di Breton sta avendo i suoi frutti in termini numerici. E anche qualche timore iniziale è stato superato. “L’innovazione ha radicalmente cambiato il nostro modo di lavorare. Si pensava che il nuovo magazzino non avrebbe garantito abbastanza flessibilità. Ora invece tutti riconoscono il valore del cambiamento e questo è soltanto l’inizio: siamo pronti a cogliere nuovi vantaggi dal circolo virtuoso” conclude il responsabile del magazzino Omar Mezzalira


Le caratteristiche tecniche dei magazzini automatici installati:
Superficie coperta complessiva: 40.000 mq
Superficie dedicata alla logistica: 1.740 mq
Altezza sotto trave: 10,5 metri
Anno entrata in esercizio attuale configurazione: 2013
Numero baie di carico: 2 input + 2 output
Volumi gestiti in entrata: 2 milioni pezzi/anno
Referenze gestite: in media 170.000 all’anno, di cui 45.000 automatizzate
 

-Magazzini verticali Vertimag Flex
Numero magazzini attivi: 4
Altezza: 14 metri
Tipo e modello di baia: baia esterna doppia sovrapposta con serranda automatica
Numero cassetti: 60
Portata cassetto: 700 kg
Capacità di lavorazione: 232 cicli/ora
Picco massimo gestito: 7.424 pezzi in 8 ore
-Magazzino automatico autoportante
Altezza: 13 metri   
Capacità del magazzino: 2.188 UdC
Numero trasloelevatori: 2
Numero livelli: 7 nel blocco A e 9 nel blocco B
Numero campate: 34 a doppia profondità blocco A, 33 a doppia profondità blocco B   
Unità di carico: cassoni metallici, pallet
Capacità di lavorazione: 80 cicli/ora
Picco massimo gestito: 560 pezzi in 8 ore 

E' tutto, grazie per l'attenzione.
Buona giornata
Sergio Prior

giovedì 4 giugno 2015

Dall’alluminio all’acciaio senza problemi con i centri di lavoro Breton MATRIX

Demo Technology ha scelto il centro di fresatura CN a 5 assi continui Matrix 1000 Dynamic per portare a termine la lavorazione di stampi in acciaio e alluminio destinati all’impiego nel settore automotive. Rigidezza e flessibilità sono state le armi vincenti della soluzione marchiata Breton.
(di Davide Davò e Andrea Pagani per Tecnologie Meccaniche di Giugno)

Chi opera nell’automotive è ormai abituato a ritmi produttivi frenetici, tempi di consegna risicati e continue variazioni di progetto prima del nullaosta finale. 
Tutti fattori ben noti non solo ai principali gruppi automobilistici a livello mondiale, ma anche ai loro fornitori, i cosiddetti tier 1. 
Questi ultimi, per realizzare i propri prodotti si appoggiano a loro volta ad altri fornitori, i tier 2, che per ovvi motivi devono lavorare a ritmi ancora più elevati mostrandosi estremamente rapidi e flessibili nel seguire le più disparate richieste. 
Una situazione familiare a Demo Technology, società di Pionca di Vigonza (PD) che da decenni produce stampi metallici per la realizzazione di componenti destinati appunto al settore automotive, e che ha recentemente acquistato un centro di fresatura Matrix 1000 Dynamic di Breton per poter lavorare senza problemi stampi in alluminio e in acciaio aumentando ulteriormente la propria flessibilità produttiva.



Fusioni e stampi
«La nostra azienda è nata nel 1974 con il nome di Demo Meccanica. – esordisce Gherardo Demo, titolare di Demo Technology – Dal ’74 all’85 abbiamo lavorato nel settore fonderia realizzando prima modelli in legno per poi passare a quelli in metallo. Nel 1985 abbiamo acquistato la nostra prima macchina a controllo numerico a 5 assi, un investimento importante che ci ha garantito una posizione di vantaggio rispetto ai nostri competitor. 
Dal ’90 siamo entrati anche nel settore stampi, per il quale abbiamo realizzato stampi per gravità, bassa pressione e pressofusione. Per circa un decennio ci siamo specializzati nella produzione di stampi per ruote, un ambito che però nei primi anni 2000 ha avuto un forte calo in seguito al quale ci siamo orientati su un altro tipo di clientela pur restando nell’ambito automotive».


Nel 2010 la società si è divisa in due realtà che rimangono comunque in stretto contatto: Demo Technology e Demo Modeltech, la prima dedicata al settore stampi, la seconda specializzata nei modelli da fonderia. Oggi Demo Technology realizza stampi per vari processi (iniezione, pressofusione ecc.) destinati a clienti attivi nell’automotive, e sempre per questo settore realizza calibri e dime per il controllo di componenti quali portiere e paraurti.
«Negli ultimi anni abbiamo investito molto sia nei macchinari sia nell’ufficio tecnico. – spiega Demo – Per quanto riguarda gli impianti, attualmente disponiamo di cinque fresatrici a controllo numerico a 3 assi e sei centri di fresatura CN a 5 assi, metà dei quali in continuo, che ci permettono di realizzare piccoli lotti con particolari di medie e grandi dimensioni».




L’acquisto delle più recenti tecnologie è figlio dell’evoluzione del mercato, che richiede pezzi dalle forme sempre più complesse e quindi stampi con geometrie sempre più difficili da ottenere. Cambiamenti che hanno coinvolto anche le modalità con le quali i clienti forniscono le specifiche dei componenti da realizzare.
«Da circa un decennio i nostri clienti non ci consegnano più i disegni dei pezzi, ma piuttosto le matematiche. – prosegue Gherardo Demo – Da qui la necessità di equipaggiarci con macchine a controllo numerico e, soprattutto, di strutturarci con un ufficio tecnico capace di trattare questi dati e rielaborarli attraverso software di progettazione e simulazione. Il cliente infatti ci consegna la geometria del pezzo e ci indica la vita utile che deve avere lo stampo. È compito nostro progettare quest’ultimo in modo che sia ottimizzato per fare 30.000 pezzi oppure per garantirne un milione».




Tante criticità, una soluzione
La complessità geometrica è dunque una delle criticità tecnologiche che la società veneta deve affrontare, alla quale si aggiungono precisione nelle lavorazioni e qualità superficiale dello stampo.
«Ogni settore ha le sue problematiche. – commenta Demo – Per quanto riguarda la produzione di dime e calibri ad esempio dobbiamo garantire tolleranze nell’ordine del decimo di millimetro su pezzi lunghi anche un metro e mezzo e con morfologia complessa come portiere, paraurti e parti di telai. Passando invece al discorso stampi, un parametro di primaria importanza è l’aspetto estetico, per cui oltre a garantire il rispetto di tolleranze e rugosità è necessario fare in modo che la superficie si presenti uniforme e senza segni di lavorazione lasciati dalla fresa o, come avveniva un tempo, dall’operatore che effettua la lucidatura a mano. 
Ecco perché negli ultimi anni abbiamo investito nell’acquisto di impianti sempre più performanti, precisi nelle lavorazioni e capaci di finire il pezzo in macchina».
A queste criticità si aggiunge la natura frenetica del settore automotive, che richiede rapidità e flessibilità mentale e produttiva per rispondere in tempi brevissimi a richieste di prodotti estremamente diversi tra loro.
«Le macchine CN a 5 assi di cui disponevamo ci permettevano di lavorare con ottimi risultati sugli stampi in alluminio. – continua Demo – La produzione di stampi in acciaio riusciva altrettanto bene, ma capivamo che gli impianti erano vicini al proprio limite soprattutto se i lotti erano di 20 o 30 pezzi. Motivo per cui abbiamo avviato la ricerca di una soluzione più robusta terminata con il recente acquisto di una Matrix 1000 Dynamic a 5 assi continui realizzata da Breton».



Più grande, più robusta
Nel 2001 l’azienda padovana aveva già acquistato una Matrix 800, e constatata la validità della soluzione in termini di precisione, produttività, qualità del pezzo finito e affidabilità ha deciso di rivolgersi ancora a Breton per la scelta di un nuovo impianto.
«Abbiamo puntato sul modello Matrix 1000 Dynamic principalmente per questioni di robustezza. – spiega Demo – Per eccellere nel nostro ambito dobbiamo essere reattivi nel rispondere alle esigenze del cliente, e questo significa che dobbiamo avere impianti capaci di eseguire senza problemi sia la finitura sull’alluminio sia l’asportazione pesante sull’acciaio. La Matrix 800 di cui disponiamo fa bene entrambe le cose, ma grazie alla maggiore rigidità il modello Matrix 1000 Dynamic si dimostra più adatto per rimuovere importanti volumi di truciolo sull’acciaio garantendo comunque precisioni nell’ordine del centesimo di millimetro».
Tanta solidità è frutto della struttura in Metalquartz utilizzata nelle Breton





Le spalle infatti sono composte da un sandwich in acciaio elettrosaldato e stabilizzato le cui centinature sono annegate in una massa di materiale composito di quarzo in matrice polimerica. Oltre a conferire elevata rigidezza alla struttura, questa tecnologia può vantare un elevato grado di smorzamento delle vibrazioni, che si traduce in una migliore finitura superficiale e in una maggiore durata degli utensili. A quanto detto finora si aggiunge il contributo delle guide a ricircolo di rulli ampiamente dimensionate, che aumentano ulteriormente la solidità della macchina garantendo al contempo velocità di rapido di 60 m/min sugli assi X e Y.

«La scelta della Matrix 1000 Dynamic è stata dettata anche dalla necessità di disporre di una corsa maggiore lungo l’asse Z. – precisa Demo – Nell’esecuzione di lavorazioni inclinate e con utensili lunghi infatti dovevamo fare attenzione al percorso utensile per evitare collisioni con il pezzo. 
Un problema eliminato sulla nuova macchina, che grazie a 200 mm in più a disposizione sulla corsa verticale, esegue senza difficoltà i percorsi designati in automatico dal sistema anticollisione. Tutto ciò oltre a semplificare i movimenti permette a noi di operare in non presidiato con maggiore tranquillità».




Tecnologicamente semplice
Avendolo acquistato principalmente per lavorare l’acciaio, Demo Technology ha deciso di equipaggiare il centro di fresatura Breton con il mandrino più adatto per questo scopo, identificato nella soluzione da 40 kW, 137 Nm e 18.000 giri/min. Come tutti gli impianti del costruttore veneto anche questa Matrix 1000 Dynamic è dotata di sistema di stabilizzazione termica del mandrino e di software in grado di compensare le dilatazioni termiche subite dal mandrino stesso durante le varie fasi di lavoro. Così come tutta la struttura, anche il mandrino è stato progettato con soluzioni che garantiscano rigidezza strutturale e assorbimento delle vibrazione come ad esempio la testa a forcella bilaterale in fusione di ghisa.

«Nonostante l’elevato livello tecnologico, la Matrix 1000 Dynamic si è dimostrata facile e intuitiva. – conclude Demo – Gli operatori hanno imparato rapidamente a utilizzare l’impianto e ora stiamo acquisendo l’esperienza che a breve ci permetterà di sfruttare il pieno potenziale di questa macchina, consapevoli del fatto che in caso di necessità potremo contare sul supporto di un costruttore affidabile e competente come Breton».
Grazie a Davide Davò e Andrea Pagani di TM-Tecnologie Meccaniche.
E' tutto per oggi. 
Grazie per l'attenzione.
A presto.
Bye-bye.
Sergio Prior

SEMPRE PRESENTI
A Parigi (Le Bourget), per l'evento più importante dell'anno Breton sarà presente per garantire il sostegno e la vicinanza ai propri clienti più stimati del settore aerospace.





Lo stand Breton non è soltanto un punto di incontro dove gustare un buon caffè espresso italiano, ma è il luogo perfetto dove scoprire gli ultimi sviluppi nelle tecnologie di lavorazione nei compositi e nei metalli.



Venite a scoprire come Breton può aiutarvi a migliorare le vostre performances, offrendovi le soluzioni più adatte per le sfide produttive di oggi, e per quelle del domani.



VENITECI A TROVARE

In posizione centrale, a fianco al ristorante "Le Club", a due passi dalle porte d'ingresso del Padiglione 2, ecco dove sarà il nostro spazio espositivo al Paris Air Show:
HALL 2B - Stand DE2


Per INFO e richieste sui nostri centri di lavoro verticali a alta velocità e tecnologie scriveteci ora a mail@breton.it
E' tutto per oggi. 
Grazie per l'attenzione. 
Bye-bye
Sergio Prior

martedì 7 aprile 2015

Lavori materiali che generano polveri e fumi? Ecco la soluzione che fa per te

Il cielo è azzurro sopra i centri di lavoro Breton. Le protezioni sono basilari per la sicurezza e l’ambiente aziendale.

Pensate faccia riferimento alle porte? Sbagliato. Guardare in alto può fare intuire come trucioli, polvere e fumi, talvolta tossici , possano uscire e disperdersi nell’ambiente. Ecco perché le macchine a traversa mobile di casa Breton come le Matrix, Flymill, Maxima e Eagle montano coperture totali. 
La ricerca della prestazione spesso e volentieri spinge i produttori a creare macchine utensili sempre più performanti, con traverse rigide, che ad alta velocità potrebbero provocare fuoriuscite.


Prendiamo come primo esempio la Maxima; è una delle macchine utensili più grandi della gamma Breton, ed è conseguentemente dotata di una copertura superiore grande e leggera, personalizzabile (la costruzione dei soffietti è infatti modulare), ed è sempre ancorata alla traversa che ne segue i movimenti. 


Il centro di lavoro Matrix spesso fa fronte a lavorazioni di alluminio, titanio e acciaio, materiali che possono rilasciare trucioli. 




Se da una parte i clienti spingono per avere macchine più rapide, dall’altra Breton deve preoccuparsi che nelle protezioni superiori i movimenti veloci anziché dare luogo a rumori e vibrazioni salvaguardino silenziosità e precisione. 
Grazie al materiale fonoassorbente per lo smorzamento a fine corsa, ai pattini di scorrimento autolubrificanti e ai rulli di metallo rivestito in polimero, non c’è questo rischio. 
      


Le Flymill lavorano anche resine le cui polveri create possono essere facilmente attirate dai soffietti. 
Per evitare ciò, tutte le coperture installate sui centri di lavoro verticali Breton hanno una mantice in tessuto traslucido (sembrano quasi trasparenti e forniscono la più adatta luminosità alle operazioni), con un’altissima resistenza all'abrasione, al taglio, agli olii e ad alle alte temperature in genere. 



I materiali compositi non sono esenti da questo tipo di problematiche: qui le fuoriuscite riguardano fumi e polveri. La Eagle è senza dubbio il centro di lavoro perfetto per queste lavorazioni. 



L’installazione di un soffietto a cielo in questo caso impedisce l’uscita di polveri sottili garantendo la possibilità di controllare i flussi d’aria affinchè le polveri vengano aspirate. 




A questo punto, se siete interessati ai centri di lavoro Breton, chiedete un preventivo a mail@breton.it
Vi risponderemo in breve tempo.
Grazie per l'attenzione.
A presto.
Bye-bye
Sergio Prior

mercoledì 25 febbraio 2015

Breton vi invita alla fiera JEC EUROPE 2015 a Parigi

Buongiorno,
Breton SpA è lieta di invitarvi alla fiera JEC Europe, la più importante a livello mondiale per i compositi che si terrà a Parigi dal 10 al 12 Marzo.
Saremo lieti di mostrarvi personalmente la nostra gamma aggiornata di centri di lavoro ad alta velocità e soluzioni sviluppate per ottenere una efficienza superiore in materiali compositi.

La combinazione completamente automatizzata di fresatura a 5 assi, contornatura, foratura e taglio a ultrasuoni è ora affidabile, possibile e conveniente.


Tutto questo si ottiene con una macchina singola, assieme a una semplice ed efficiente programmazione e configurazione.
Vi aspettiamo al Pad. 7.2 - Stand Q46.
Bye-bye
Sergio Prior

Breton vi invita alla MECSPE 2015 di Parma con il centro di lavoro per compositi EAGLE

Buongiorno a tutti,
Breton è lieta di invitarvi alla MECSPE 2015 a Parma dal 26 al 28 Marzo, dove vi potremo presentare le soluzioni sviluppate per ottenere il massimo dell’efficienza nelle lavorazioni dei materiali compositi.
Nello stand Breton (Pad. 2 - stand A44) vi aspetta il centro di lavoro Breton EAGLE con vari pezzi realizzati in fibra di carbonio. 
Vi aspettiamo!
By-by
Sergio Prior

giovedì 5 febbraio 2015

Breton FLYMILL- centro di lavoro verticale per fresare carbonio e titanio.

La soluzione per tutte le esigenze: dal carbonio al titanio
Centro di lavoro a 5 assi ad alte prestazioni e precisione  per la fresatura di elementi aventi forma tridimensionale complessa, che necessitano di essere eseguiti con accuratezza ed interpolazione continua degli assi. 
Flymill è la soluzione ideale per le applicazioni  del settore aeronautico, automotive, ingranaggi e degli stampi, potendo fresare una serie di materiali dai compositi come la fibra di carbonio, all’alluminio, al titanio.

Ampia configurazione per prestazioni su misura
Per soddisfare ogni esigenza lavorativa è possibile configurare la macchina in varie soluzioni :
- Versione standard con una area di lavoro
- Versione con due aree di lavoro per operare in pendolare
- con sistema di cambio pallet
- con tavola di tornitura integrata.



Ampia accessibilità e visibilità
Ottima accessibilità e visibilità della zona operativa, grazie alla struttura a portale con traversa mobile e alle ampie porte frontali.

Precisione Dinamicità e Flessibilità con lavorazione ad alta velocità a  5 assi continui
Per garantire elevate prestazioni la Flymill è dotata di robuste spalle realizzate con l’esclusiva tecnologia Metalquartz che garantisce una elevata rigidezza strutturale ed un elevato gradi di smorzamento delle vibrazioni, a garanzia di una migliore finitura superficiale e un incremento di durata degli utensili di taglio

Tre teste Direct Drive ad alte prestazioni
Gli elettromandrini garantiscono sempre le più elevate prestazioni grazie alla testa a forcella bilaterale in fusione di ghisa che conferisce rigidezza strutturale e capacità di assorbimento delle vibrazioni. 
Flymill può essere equipaggiata con la testa Tornado HD in grado di ospitare un mandrino da 75Kw (S1) e 14.000 giri/min per effettuare lavorazioni di sgrossatura e finitura.

Alta Velocità, Dinamicità e Precisione
Gli spostamenti del carro e della trave avvengono su doppie guide ampiamente dimensionate a circolazione di rulli che garantiscono precisione e stabilità. Tutti gli assi sono mossi da sistemi a doppio pignone precaricato e cremagliera. 
Per garantire la massima precisione, il rilevamento della posizione è ottenuto tramite righe ottiche. Gli assi sono gestiti da azionamenti digitali con servomotori brushless di ultima generazione.

Vasta gamma di elettromandrini
Il centro di lavoro Flymill può essere equipaggiato con una vasta gamma di elettromandrini a seconda della tipologia di lavorazioni da realizzare. La precisione della lavorazione è sempre garantita grazie alla stabilizzazione termica del mandrino alla compensazione software delle naturali dilatazioni termiche dell’elettromandrino al variare delle differenti condizioni operative.



M 51/28
Un elettromandrino che con 40 kW di potenza, coppia continuativa in s1 di 51 nm e 28.000 giri/ min è la scelta ideale per chi ha l’esigenza di lavorare ad alta velocità sia su acciaio che su leghe leggere, dalla sgrossatura di potenza alla finitura di precisione.


M 100/18
Un elettromandrino che con 40 kW di potenza, coppia continuativa in s1 di 100 nm e 18.000 giri/ min è in grado di risolvere tutte le lavorazioni sia su acciaio che su leghe leggere, dalla sgrossatura di potenza alla finitura di precisione.


M 300/14
Un elettromandrino che con 48 kW di potenza, coppia continuativa in s1 di 300 nm e 14.000 giri/min permette di affrontare con la massima efficienza la lavorazione sia dell'acciaio che delle superleghe, dalla sgrossatura di potenza alla finitura di precisione.


Magazzini utensili semplici e affidabili
A seconda delle versioni sono disponibili magazzini a ruota  fissa traslante o a catena con manipolatore di scambio rapido per ridurre il tempo di scambio utensile. 
Vengono installati all’esterno della zona di lavoro per garantire la protezione dallo sporco e la massima affidabilità nel tempo. 
Possono  inoltre essere dotati di sistema di codifica automatica dei dati dell’utensile con lettura dei chip.

Soffietti a cielo e aspirazione polveri
Ideale per fresare della fibra di carbonio e alluminio, Flymill può essere dotato di un efficace sistema di aspirazione delle polveri di lavorazione installato sul naso mandrino e di soffietti a cielo che racchiudono completamente la macchina isolando la zona di lavorazione dall’ambiente circostante.
Sono disponibili diversi sistemi di aspirazione fumi e polveri in base alle esigenze specifiche del cliente.

Il Sistema di raffreddamento più adatto
Secondo il tipo di lavorazione, il sistema di raffreddamento dell’utensile può utilizzare liquido refrigerante all’esterno e all’interno del mandrino con pressione di alimentazione interna fissa o variabile fino a  70 bar, o utilizzare il sistema di spray mist o semplicemente dell’aria compressa.

Monitoraggio e controlli di lavorazione
Flymill può essere dotato di sonda laser per il presetting utensili, e di tastatore a radiofrequenza per acquisire le coordinate e le dimensioni  del pezzo.


Bene, mi pare di aver detto tutto.
A questo punto se siete interessati al centro di lavoro Flymill, non vi resta che scrivere a mail@breton.it.
Vi risponderemo in brevissimo tempo.
Grazie per l'attenzione e a presto.
Bye-bye.
Sergio Prior