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mercoledì 30 agosto 2017

Automazione: ampia gamma di soluzioni per le macchine Breton

Nessuno sembra ricordare che un macchinario rappresenta di per sé un'automazione!


Non molti anni fa, l'NC era il cervello operatore e i robot erano ancora da inventare.

Ora la situazione è completamente cambiata e per essere competitivi, dobbiamo rimuovere il vincolo del rapporto 1:1 tra operatore e macchina.

L'industria automobilistica ha iniziato con la massiccia produzione di pochi prodotti; le aziende ad alta tecnologia hanno bisogno di fare lo stesso con molti piccoli lotti di prodotti complessi e diversi.

La produzione di Breton è dedicata a questi clienti, fornendo loro soluzioni in grado di funzionare da sole 24 ore al giorno con monitoraggio e controllo remoti. Gli avanzamenti nell'campo dell'elettronica e del software sono un grande aiuto per raggiungere questo obiettivo, ma non possono funzionare senza un'automazione affidabile.

Il modo migliore per descrivere le soluzioni di automazione che Breton può fornire è mostrare alcune applicazioni reali sviluppate per rispondere a reali richieste del cliente:

CAMBIO PALLET A 5 STAZIONI


Richiesta del cliente: annullare il tempo impiegato per l'impostazione della macchina, evitare errori dovuti a un errato set-up, scollegare il tempo di installazione tramite operatore dal tempo di funzionamento della macchina.

Soluzione: Breton ha progettato e fornito a Piaggio Aerospace 6 centri di lavoro Ultrix 800 su misura con speciali soluzioni ergonomiche per la migliore accessibilità dei pezzi, ognuno dotato di un totale di 5 pallet (4 stazioni di carico e una stazione di setup ad alta precisione) e un manipolatore. Il risultato è una soluzione multipiattaforma caratterizzata da un layout molto compatto. L'estrema precisione dei centri di lavoro Breton è possibile anche grazie alla speciale soluzione del cambio pallet, basata su una serraggiatura che offre prestazioni superiori rispetto al sistema standard dei concorrenti

CAMBIO TESTE

Richiesta del cliente: una forte riduzione del tempo di ciclo durante l'esecuzione di operazioni di sgrossatura e finitura su componenti aerospaziali di grandi dimensioni.

Soluzione: Breton ha fornito a un'impresa aerospaziale una Maxima 1600, dotata di un sistema di commutatori di testa. Il magazzino delle teste ospita un mandrino di fresatura a coppia elevata (fino a 480 Nm e 14.000 giri / min) adatto per la sgrossatura e un mandrino di finitura (fino a 94 Nm e 28.000 giri / min). La macchina è dotata di due ponti e di 16 metri di lunghezza, quindi può essere configurata per eseguire due pezzi insieme (ad esempio una operazione di sgrossatura e un'operazione di finitura) o un singolo pezzo lungo rimuovendo il materiale con le due teste. Il Breton Flymill 1600 HD K160 ha raggiunto pienamente le esigenze del cliente per una forte riduzione del tempo di ciclo insieme ad una perfetta flessibilità.

CAMBIO TAVOLE PENDOLARE




Richiesta del cliente: evitare lunghi arresti della macchina durante la messa a punto di una grosso componente tipico di un aereo.

Soluzione: questo problema può essere risolto fornendo una macchina lunga con due aree separate (una per la lavorazione e una per la configurazione dei pezzi) o utilizzando un sistema di cambio tavolo. Per il TAI (Turkish Aerospace Industries) Breton ha scelto la seconda soluzione, fornendo un totale di 3 Breton Flymill 1300 2T K30 dotato di un sistema di cambio di tavolo che consente all'operatore di utilizzare il tempo necessario per eseguire una perfetta configurazione dei pezzi mentre la macchina sta fresando un altro componente sul secondo tavolo.

MAGAZZINO UTENSILI MULTI POSIZIONE


Richiesta del cliente: l'utilizzo di macchine multitasking ha aumentato il numero di strumenti richiesti (fresatura, tornitura, rettifica), ma non lo spazio disponibile. I clienti vogliono soluzioni intelligenti.

Soluzione: una caratteristica per la quale Breton è famosa è lo sviluppo di soluzioni su misura. Siamo in grado di prendere le migliori soluzioni di stoccaggio degli attrezzi dal mercato e adattarle alle diverse esigenze del cliente.

Un esempio è l'immagazzinaggio degli utensili a torre a 200 posizioni integrati nella nostra Breton Maxima 1600 (mescolamento HSK-A100 per fresatura e Capto C8 per tornitura) con capacità di tornitura fino a 3500 mm.
Un'altra soluzione è il deposito di attrezzi da 200 posizioni montato sulla nostra Breton Maxima 2000 K80.
Il nostro progettista ha utilizzato la lunghezza della macchina da 8 metri per nascondere il sistema nella struttura della macchina stessa. Un robot raccoglie lo strumento e lo trasferisce a un cambio utensile evitando qualsiasi tempo di attesa.

MISURA DELLE FUNZIONI


Richiesta del cliente: ridurre i costi e la complessità delle funzioni, assicurarsi di rimuovere dalla macchina un pezzo conforme.

Soluzione: i sistemi di sondaggio della macchina sono forniti come soluzione standard da molti concorrenti. La differenza della soluzione Breton è la forte integrazione con il processo di lavorazione e le prestazioni di misura, grazie all'elevata precisione della macchina.

Breton può fornire una soluzione chiavi in mano per verificare la condizione della macchina prima di avviare l'operazione, eseguire una perfetta installazione dei pezzi, anche su componenti deformati, misurare e correggere automaticamente la parte salvando tutte le misure per l'analisi statistica. L'unica cosa che l'operatore deve fare è premere il pulsante verde di avvio. Il risultato finale per un importante cliente Aerospace è una differenza di misura tra Breton Ultrix e CMM di meno di 0,01 mm.


ROBOT ANTROPOMORFO

Richiesta del cliente: creare una linea di lavorazione automatica per produrre stampi di pneumatici con una sorveglianza minima da parte dell'operatore.

Soluzione: Breton ha fornito tre macchine ad un'importante azienda automobilistica: 2 Xceeder 900 e 1 Ultrix 800, con sistema di cambio pallet servito da un robot su rotaie raccogliendo pezzi e da un magazzino. Breton era responsabile della completa soluzione FMS e dei criteri di accettazione finale. Il robot offre al sistema una maggiore flessibilità rispetto ad una soluzione classica FMS, in questo modo sarà possibile modificare facilmente la produzione in futuro.


Per maggiori informazioni scrivete a mail@breton.it
Grazie per l'attenzione.
Sergio Prior

mercoledì 2 agosto 2017

Breton a EMO 2017 con centri di lavoro completamente riprogettati!



Le due punte di diamante che Breton presenterà alla prossima versione di EMO Hannover sono le ultime versioni di ULTRIX 1200 EVO e MATRIX 1000, centri di lavoro completamente riprogettati per garantire performance di lavorazione ancora migliori per i nostri clienti.


ENTRA IN FIERA CON BRETON!

Breton ti propone un ingresso gratuito di un giorno ad EMO 2017, che si terrà dal 18 settembre al 23 settembre presso la Deutsche Messe Hannover.

Per registrare il tuo ingresso, compila con i tuoi dati il form che trovi in questa pagina:
http://www.breton.it/landingpage/it/emo-2017

riceverai subito dopo via mail il link per completare la tua registrazione.

Per ulteriori dettagli sulla nostra offerta, ti aspettiamo in fiera ad Hannover dal 18 al 23 settembre: ci trovi in Hall 13 - Stand C 24.


A presto,
Sergio Prior

giovedì 6 luglio 2017

Partner Tecnologico


Breton rivolge al mercato Aerospace il 70% della propria produzione di macchine utensili coprendo un’ampia gamma dimensionale. Tutte le macchine sono in configurazione a 5 assi continui. Fondamentale il servizio al cliente (tratto da "Tecnologie Meccaniche", luglio 2017).

Struttura leggera, massima potenza dei motori, minimizzazione del peso ed elevata sicurezza alcuni dei fattori chiave per il settore aeronautico.

Per ottenere questi obiettivi i progettisti devono distinguere due macro settori, quello delle strutture e quello dei motori, entrambi accomunati dall’esigenza di garantire il massimo contenimento del peso massimizzando le performance.

I requisiti cambiano inoltre nel caso si stia operando in ambito civile o militare dove, ci si concentra maggiormente sulle prestazioni ottenibili (militare) piuttosto che sulla sicurezza assoluta del mezzo (civile).

Il progettista strutturale deve quindi realizzare un prodotto leggero, in grado di accogliere quanto più carico pagante possibile e sufficientemente robusto da sopportare le sollecitazioni dinamiche a cui sarà sottoposto durante il volo. 

Il motorista si deve invece concentrare sulla progettazione di un sistema con la massima efficienza possibile minimizzando il peso e garantendone il funzionamento in sicurezza in tutte le condizioni di impiego. Le aziende che lavorano in aerospace non possono però dimenticare la necessità di coniugare quanto descritto con un costo di realizzazione, e quindi un prezzo di vendita, ragionevole e competitivo. Suddividendo il costo di realizzazione di un velivolo in macrofamiglie potremmo identificare le seguenti: progettazione, materiali grezzi, trasformazione, assemblaggio.

Affrontiamo qui in modo più specifico la fase di trasformazione del materiale grezzo nel componente finito necessario all’assemblaggio successivo perché è l’ambito dove si riversano, in genere, gli sforzi di contenimento dei costi.

Vista della zona di lavoro della Ultrix Evo 1200
L’elevata competenza tecnologica e le certificazioni richieste dai clienti finali restringono il numero delle aziende impegnate nella lavorazione dei componenti aerospace più critici e gli obiettivi che vengono di fatto imposti sul prezzo di vendita richiedono un continuo aggiornamento degli impianti di trasformazione.

La tecnologia di trasformazione per asportazione di truciolo è ancora tra le più utilizzate rispetto alle nuove tecnologie esistenti.
Nel vasto mondo dei produttori di macchine utensili, le aziende in grado di fornire il mercato aerospace costituiscono una ridotta e qualificata élite: Breton è una di queste.

Breton rivolge al mercato aerospace il 70% della propria produzione di macchine utensili coprendo un’ampia gamma dimensionale.

Le macchine rivolte alla lavorazione di parti motoristiche prevedono volumi lavorabili da diametro 800mm per 700mm di altezza fino a diametro 5000mm per 2000mm di altezza.

La Ultrix Evo in fase di lavorazione di un pezzo aeronautico
Per la lavorazione di parti strutturali la gamma prevede soluzioni a portale gantry con corse variabili da 2000x2500x800mm fino a 20000x4500x2000mm.

Tutte le macchine sono in configurazione a 5 assi continui e, quelle dedicate alla lavorazione di parti assial simmetriche, prevedono la possibilità di integrare tornitura e rettifica

Uno dei punti di forza della soluzione di tornitura Breton è quello di fornire due macchine in una, senza i compromessi tipici dei torni trasformati in frese o viceversa. Infatti, sia nelle soluzioni più piccole, come la Ultrix, che in quelle di maggiori dimensioni, come la Maxima, la tornitura è realizzata mediante una barra dedicata o tramite un cambio automatico della testa.
Con questa soluzione l’impianto garantisce le prestazioni di un vero tornio verticale permettendo un’ottima accessibilità anche nell’interno dei componenti, un miglior controllo degli sforzi di lavorazione e preservando i preziosi cuscinetti degli elettromandrini.
Quest’ultimi sono un altro punto distintivo di Breton, poichè permettono, a parità di ingombri, prestazioni elevate grazie ad un attento lavoro di coprogettazione con i principali produttori di elettromandrini.

Esempio di un pezzo lavorato su una macchina Breton
Tutti gli impianti realizzati in Breton sono rivolti alla lavorazione dei materiali in alta velocità, con limitate profondità di asportazione ed elevati avanzamenti, a vantaggio della precisione e della riduzione degli stress residui all’interno dei componenti.
Questa caratteristica si coniuga perfettamente con il mondo aerospace, caratterizzato da ridotti sovrametalli e componenti molto sensibili alle deformazioni.

Una delle caratteristiche principali delle macchine Breton è la garanzia sull’accuratezza delle lavorazioni ottenibili. Ciò è possibile grazie ad una ricerca della perfezione meccanica dei vari componenti e dell’assemblaggio finale, delegando alle compensazioni elettroniche solo la parte legata alle dilatazioni termiche dovute alle condizioni ambientali.
Grazie alla dinamicità dell’azienda, la Breton può vantare un’altra importante caratteristica: ciascuna soluzione standard può essere ritagliata sulle specifiche esigenze del cliente senza penalizzarne l’affidabilità e con costi contenuti rispetto ad una riprogettazione integrale.

Magazzino teste
L'azienda dispone di una serie completa di opzioni per l’automazione dei propri impianti, siano essi stand alone o da integrare in una linea preesistente.
Sono disponibili cambi utensili modulari (da 30 utensili fino ad oltre 400), cambi pallet, automazioni per la movimentazione dei pezzi, sistemi di misurazione avanzata di componenti ed utensili, sonde di misurazione della temperatura del pezzo per la compensazione dimensionale e molto altro ancora.

Breton non si limita a fornire la semplice macchina al cliente finale, ma, grazie ad una struttura interna di tecnologi competenti su tutti i materiali utilizzati principalmente in ambito aerospace, instaura con questo un rapporto quasi famigliare, accompagnandolo nell’intero percorso: dalla selezione iniziale alla realizzazione ed al collaudo dei primi pezzi. Breton è quindi un’azienda che non si propone come semplice fornitore ma come partner con cui collaborare durante tutto l’arco di vita del prodotto.

Per saperne di più scrivi a mail@breton.it.
Ti risponderemo in brevissimo tempo.

Grazie per l'attenzione e a presto.
Bye-bye

Sergio Prior

martedì 13 giugno 2017

Fresatura d'eccellenza


[articolo di Edoardo Oldrati, fonte originale "Tecnologie Meccaniche", giugno 2017]

Lo stampista tedesco WFT Werkzeug- und Frästechnik ha investito in soluzioni per la fresatura di Breton, in particolare sulla recente Flymill HD per la lavorazione di particolari in superlega, acciaio e alluminio di elementi aventi forma tridimensionale complessa.

Nata nel 1997, ma erede di una storia imprenditoriale che parte nel 1919, WFT Werkzeug- und Frästechnik è un’azienda tedesca che produce matrici e stampi di punzonatura, schiumatura e stampaggio a compressione di tutti i tipi destinati all’industria automobilistica, aeronautica, medicale e delle energie rinnovabili.

Tecnologie all’avanguardia e un know-how pluriennale – spiegano Frank Elzener e Stefan Lühr, rispettivamente amministratore delegato e titolare dell’azienda - ci consentono di fornire ai nostri clienti tutto ciò di cui hanno bisogno per ogni fase del processo, dalla progettazione e fabbricazione sino all’assemblaggio e al collaudo, proponendoci come unico interlocutore”.

Nello stabilimento di Coppengrave in Bassa Sassonia, i pezzi grezzi vengono lavorati da oltre 50 dipendenti su moderni impianti di produzione. Le macchine CNC lavorano un numero massimo di 5 assi programmabili e sono in grado di operare su pezzi lunghi fino a 8 metri e dal peso di fino a 46 tonnellate.
Proprio l’avanzato parco macchine, che occupa quattro sale con una superficie complessiva di 3 mila metri quadrati, è uno dei punti di forza di WFT che, da ormai tre anni, si avvale di macchine utensili fornite da Breton. Attualmente nello stabilimento dell’azienda si trovano una Breton Matrix 1000 con corse assi di 2.200x2.500x1000 mm e una nuova Flymill HD con cambio testa e corse assi di 8.000x3.500x1300 mm.

Flymill HD in azione 
ELEVATE PRESTAZIONI IN FRESATURA

Per un’azienda come WFT, è fondamentale poter contare su fresatrici in grado di abbinare elevate capacità di asportazione e grande precisione. Proprio in questa ottica è nata la collaborazione con il costruttore italiano Breton che, negli ultimi anni, ha fornito ben due macchine.
Ultima in ordine di tempo è la fresatrice ad alta velocità ad alte prestazioni a 5 assi continui interpolati Flymill HD, una macchina ideale per la lavorazione di particolari in superlega, acciaio e alluminio di elementi aventi forma tridimensionale complessa, che necessitano di essere eseguiti con accuratezza.

Un esempio di componente lavorato da WFT con la fresatrice Breton Flymill 1300

Per garantire elevate prestazioni la Flymill è dotata di robuste spalle realizzate con l’esclusiva tecnologia Metalquartz® che garantisce una elevata rigidezza strutturale e un elevato grado di smorzamento delle vibrazioni, a garanzia di una migliore finitura superficiale e un incremento di durata degli utensili di taglio.

Le ampie dimensioni della tavola, la rigidezza delle strutture e le grandi corse operative consentono di utilizzare questa fresatrice ad alta velocità in lavoro, sia con unica zona operativa sia in pendolare, con velocità di lavoro degli assi lineari fino a 40m/min, mentre in rapido si possono raggiungere i 60m/min.
Le teste birotative (tutte con rotazione continua dell’asse C, rotazione asse A fino a 135°, 85 kW di potenza e velocità di rotazione fino a 100 rpm) permettono alla macchina di eseguire rapidamente le lavorazioni più complesse, operando simultaneamente sulle tre dimensioni con la massima semplicità di programmazione.
Grazie alla possibilità di rotazione dell’asse A fino a 135° è possibile infatti eseguire agevolmente con lo stesso posizionamento del pezzo anche lavorazioni con sottosquadra impegnativi.

Il modello installato presso l’azienda tedesca ha corsa sugli assi pari a 8.000x3.500x1300 mm. Sulle teste di Flymill HD sono disponibili elettromandrini che garantiscono elevate prestazioni grazie alla testa a forcella bilaterale in fusione di ghisa che conferisce rigidezza strutturale e capacità di assorbimento delle vibrazioni. La macchina è equipaggiata con la testa Tornado HD in grado di ospitare un mandrino da 75 kW (S1) e 14.000 giri/min per effettuare lavorazioni di sgrossatura e finitura.
Da segnalare anche la struttura compatta che permette di rispondere alla sempre più diffusa esigenza di impianti dalla ridotta impronta a terra. 

Vista della fresatrice ad alte velocità ad alte prestazioni a 5 assi continui interpolati Flymill HD

Anche la precedente macchina Breton installata da WFT, una Matrix 1000 con corse assi di 2.200x2.500x1000 mm, è caratterizzata da massima velocità di lavorazione ed elevata capacità di asportazione.
Si tratta di un centro di lavoro ad alta velocità e precisione per la fresatura di elementi aventi forma tridimensionale complessa, ideale quindi per le applicazioni del settore aeronautico, automotive, degli stampi e del design.
Matrix infatti, grazie alle velocità degli assi lineari che arrivano fino a 60m/min e alla testa Direct Drive con velocità di rotazione fino a 100 rpm e rotazione continua dell’asse C, mostra capacità di lavorazione non comuni proprio nella esecuzione di profili complessi a cinque assi continui con la massima precisione e dinamica.


Matrix 1000 Dynamic

La testa birotativa continua ad azionamento diretto, posizionabile in qualsiasi angolazione del suo campo operativo grazie a potenti freni idraulici, permette di utilizzare mandrini fino a 40 kW di potenza continuativa e 28.000 rpm conferendo alla macchina una notevole capacità di asportazione.

Da sottolineare anche la possibilità di affrontare egregiamente la lavorazione e la fresatura ad alta velocità sia di leghe leggere sia delle altre leghe speciali che sono particolarmente utilizzate nel settore dell’aeronautica.


La struttura completamente chiusa e i cinematismi posti tutti nella parte superiore della macchina conferiscono il massimo grado di sicurezza per l’operatore e la massima affidabilità e precisione durante la lavorazione. La qualità e la precisione delle lavorazioni sono ottenute anche per la termosimmetria della struttura e per l’azione di un sistema di stabilizzazione termica delle chiocciole e cuscinetti dell’asse Z e degli azionamenti degli assi che, durante l’operatività della macchina, mantiene la temperatura di questi organi allineata a quella delle strutture della macchina stessa. 

Questo sistema di stabilizzazione rende la macchina praticamente insensibile alle deformazioni dovute alle dilatazioni termiche delle strutture indotte dall’utilizzo giornaliero continuativo in lavorazioni ad alta velocità. Un sofisticato dimensionamento ad elementi finiti (FEM) integrato con una simulazione dinamica globale ha consentito di ottenere la rigidezza degli elementi strutturali in grado di unire la stabilità della precisione geometrica ad una dinamica di elevate accelerazioni delle unità operatrici.

LE RAGIONI DI UN SUCCESSO

WFT fabbrica prototipi di stampo, stampi pilota e stampi in serie per una vasta gamma di tecnologie di lavorazione delle materie plastiche. A seconda della geometria del pezzo da lavorare, del numero di componenti e delle esigenze del cliente, WFT è in grado di offrire il concetto di stampo ottimale dal punto di vista sia tecnico che economico, mettendo a disposizione della clientela un know-how riconosciuto e soluzioni intelligenti e altamente tecnologiche. 



Oltre alla versatilità, un altro degli elementi dietro al successo di WFT è la sua capacità di seguire l’intero ciclo di realizzazione di stampi e di macchine personalizzati, dalla progettazione alla produzione.

Il nostro personale lavora su postazioni CAD/CAM il modello tridimensionale del componente da fabbricare. Il reparto progettazione è connesso con i clienti di tutto il mondo, allo scopo di consentire la visualizzazione dei dati online e il perfezionamento del progetto attraverso una consultazione diretta”.




I settori di destinazione per gli stampi realizzati dall’azienda tedesca impongono elevati standard qualitativi.


La nostra parola d’ordine è qualità – confermano dall’ufficio tecnico – e l’esperienza pluriennale e la costante formazione dei nostri ingegneri ed esperti garantiscono la massima qualità unita a tempi di produzione ridotti. Al fine di assicurare un livello qualitativo ottimale, tutti gli stampi e le macchine vengono testati sotto ogni aspetto prima di essere consegnati al cliente. Inoltre l’ispezione visiva rappresenta un metodo efficace, ma non basta a soddisfare gli attuali requisiti imposti per la fabbricazione di componenti destinati all’industria automobilistica e aeronautica.

Per questo motivo, ci avvaliamo di sistemi di controllo completi e fabbrichiamo dispositivi di misurazione e apparecchi di prova in alluminio, acciaio o materiali leggeri, per garantire una misurazione precisa di ogni manufatto. Qui la caratteristica distintiva risiede nella rilevazione delle misure: i dispositivi di prova e misurazione, infatti, provvedono a valutazione, documentazione e visualizzazione. Siamo anche in grado di costruire dispositivi di prova personalizzati, in base alle esigenze del cliente”.

Fondamentale anche la capacità di innovare anche sviluppando nuove tecnologie.
Un esempio di questo approccio è la tecnologia di giunzione innovativa per i manufatti plastici che WFT utilizza nel suo stabilimento.

Per la realizzazione di prodotti come rivestimenti per porte o paraurti, cruscotti o serbatoi per il carburante, componenti per packaging o articoli medicali, si utilizza l’applicazione di componenti in plastica a svariati oggetti. In questi casi, WFT ricorre a una tecnologia di giunzione di ultima generazione per integrare elementi metallici nella plastica, ripiegare materiali accoppiati, o fissare in maniera sicura componenti in materiale termoplastico mediante saldatura e rivettatura.

Per saperne di più scrivi a mail@breton.it.
Ti risponderemo in brevissimo tempo.

Grazie per l'attenzione e a presto.
Bye-bye

Sergio Prior

giovedì 9 marzo 2017

Breton usa i sistemi di calibrazione Renishaw


Breton usa i sistemi di calibrazione Renishaw per tenere sotto controllo le proprie macchine di produzione, verificare quelle prodotte e offrire la massima precisione ai propri clienti. 
Grazie a O. Moda - Tecnologie Meccaniche Marzo 2017


Calibrare la precisione
E'una bella realtà, la Breton. Un’azienda che esprime il meglio della “via italiana” al lavoro e pone in evidenza tutti i valori di concretezza, attaccamento alla propria attività e innovazione che hanno reso il nostro Nord Est un fenomeno internazionale.
D’altra parte non ci si poteva aspettare nulla di diverso da una ditta il cui nome inizia con l’abbreviazione di brevetti: perché Breton significa Brevetti Toncelli, dal nome e dalle idee del fondatore. 
Un momento della calibrazione degli assi rotativi


Sergio Prior, Responsabile Marketing, ci fornisce un condensato degli oltre 50 anni di storia dell’azienda. La storia Breton inizia nel ’63, con la realizzazione di macchine per la lavorazione della pietra naturale. In breve tempo l’intuizione e l’invenzione della pietra composita: 93% di polvere di materiali lapidei (scarti di cava e taglio e 7% di componente poliestere). 

Un brevetto Toncelli appunto, che intuì le grosse potenzialità di sviluppo di un settore assolutamente innovativo e a quel tempo quasi inesplorato. 
La lungimirante imprenditorialità del fondatore e la sua grande capacità inventiva permisero a Breton di crescere rapidamente e diventare in pochi anni una realtà di primo piano e raggiungere la leadership mondiale del mercato con la realizzazione non solo di macchine per la realizzazione e lavorazione di questo materiale ma di impianti completi.
Come dire: tutta la fabbrica meno la costruzione in muratura. E di questi impianti Breton ne ha venduti ben 120 in tutto il mondo.


Negli anni ’80 una nuova, importante evoluzione: la realizzazione di macchine CNC per la lavorazione di lastre di marmo, granito e pietra composita finalizzate alla realizzazione di piani cucina, top da bagno, ecc. che si è poi ulteriormente sviluppata con la capacità di gestione dei 5 assi. 
Un esempio di questa capacità di lavoro è nelle colonne che ornano l’ingresso dell’azienda.

Forte delle conoscenze acquisite, negli anni '90 Breton ha pensato di entrare nel settore dei centri di lavoro. 
La realizzazione di macchine a controllo numerico ad alta velocità, estremamente precise ed affidabili, che l’ha portata in pochi anni ad affermarsi come uno dei maggiori player mondiali: una crescita ottenuta grazie alla sua filosofia di lavoro sempre rivolta alla ricerca, al miglioramento continuo, all'innovazione e alla qualità dei prodotti e dei servizi.
La produzione Breton è concentrata nella sede di Castello di Godego (TV), su un'area di 81.000 mq dei quali 40.000 mq coperti, vede impiegate circa 700 persone, e vanta un’importate quota di export verso tutti i Paesi del mondo.

Parliamo di precisione
Una storia di innovazione fatta quindi di volontà, intuizione e molto ascolto del cliente. 
Una realtà che ha saputo coniugare la tecnologia alle richieste del territorio che si è via via ingrandito man mano che le innovazioni aprivano nuovi mercati.

LA FILOSOFIA DI LAVORO DELL’AZIENDA È RIVOLTA A RICERCA, MIGLIORAMENTO, INNOVAZIONE E QUALITÀ DEI PRODOTTI E DEI SERVIZI.

Una crescita che ha però sempre saputo mantenere saldi i valori di creatività e capacità di adattamento tipici del lavoro italiano.
Ma al di là della filosofia, passare dalla lavorazione dei materiali lapidei a quella dei metalli richiede un notevole incremento della precisione: non per nulla in Breton tutti i reparti di montaggio sono mantenuti a temperatura controllata per garantire costanza di prestazioni e precisione alle macchine prodotte. Ma come vengono poi controllate la produzione dei componenti e le performance delle macchine prodotte? 


Samuele Salvalaggio, responsabile collaudo, ci rivela che le macchine di produzione e quelle prodotte seguono praticamente le stesse procedure di controllo e calibrazione.

Non si possono produrre macchine precise se i componenti non sono prodotti con macchine precise!” Sembra una cosa scontata, ma vederla messa in pratica con convinzione rafforza l’impressione di estrema serietà che tutto il team esprime.
La metodologia di controllo prevede sostanzialmente 3 fasi: il controllo di linearità, la verifica degli assi e il controllo complessivo della cinematica, tutte eseguite con strumenti Renishaw
La dotazione di strumenti Renishaw è di quasi 30 unità, tra laser, calibratori per rotanti, ballbar e sonde a contatto, equamente suddivise tra il controllo qualità interno e l’assistenza.

Calibrazione con sistema ballbar
Il controllo di linearità, eseguito con un sistema laser Renishaw XL-80, viene svolto con routine minimo annuale su tutte le macchine di produzione e viene anche ripetuto nel caso, per fortuna raro, in cui si registrino scostamenti, per riportare la macchina nelle condizioni ottimali. 
Il medesimo controllo viene condotto a banco sui componenti interessati, ad esempio le guide, e su tutte le macchine prodotte.

La scelta del sistema Renishaw è stata frutto di una lunga esperienza, anche dopo aver riscontrato difficoltà nell’uso di altri sistemi su misure superiori a 4 metri, cosa del tutto assente con XL80.

Il secondo controllo è quello sugli assi, realizzato col sistema ballbar QC20-W, sempre di Renishaw. Questa verifica è, tra l’altro, anche la prima che viene posta in essere in caso di assistenza su macchine installate presso clienti.
Ma anche all’interno di Breton la verifica degli assi è una prassi operativa consolidata in quanto con appena 20 minuti di controllo si verifica lo stato della macchina e si prevengono possibili errori di produzione. 
Salvalaggio conferma inoltre che, dal suo punto di vista, se tutte le aziende si dotassero del sistema ballbar, i tempi e la resa delle operazioni di assistenza sarebbero notevolmente migliorati, in quanto gli interventi sarebbero limitati ai soli casi di reale necessità e disponendo di dati precisi.


Abbiamo così compreso come in Breton vengono verificate le linearità e la conformità dei 3 assi di movimento, rispettivamente con laser e ballbar. I due assi rotativi sono calibrati utilizzando sonde Renishaw RMP60 o 600 in macchina che misurano una sfera tarata e verificata in sala metrologica. Si utilizzano cicli di verifica già presenti nel controllo numerico della macchina in grado di gestire la routine e acquisire automaticamente le correzioni necessarie. 
Questa procedura richiede davvero pochi minuti e garantisce le migliori prestazioni della macchina. “Su nostro consiglio” continua Salvalaggio, “molti nostri clienti hanno inserito questa procedura nella routine di lavoro giornaliera che inizia con la calibrazione come prima operazione. Soprattutto in caso di ambienti sottoposti a notevoli derive termiche questa prassi migliora di molto la qualità e la precisione del lavoro svolto successivamente”.

Lo standard attuale prevede quindi una calibrazione precisa e puntuale, inserita nella prassi produttiva ed in quella di collaudo, completamente affidata a strumenti Renishaw
Una scelta che, oltre alla validità intrinseca, è anche stata frutto “di come siamo stati seguiti, supportati ed istruiti dall’assistenza Renishaw” continua Salvalaggio “un aiuto concreto e consistente che ci ha permesso di fare un notevole passo in avanti”.
 
Calibrazione con sistema laser XL-80
Un’opinione condivisa con il mondo aeronautico
Luca Tagarelli, responsabile marketing macchine utensili, è approdato da pochi mesi in Breton, con un passato di rilievo in una importante azienda del settore aeronautico: da utilizzatore di macchine a loro promotore. Un percorso unico, che conferisce alle sue parole un peso particolare, derivato dall’esperienza diretta sul campo.

Tagarelli conferma come in quell’ambito, dove la precisione richiesta è massima e le tolleranze minime, le routine di calibrazione macchina siano prassi: “Almeno una volta all’anno l’uso di sistemi laser, una volta al mese la calibrazione degli assi e una volta a settimana la misurazione di pezzi campione sulla macchina utensile per validarne la precisione. 
Per quanto riguarda poi gli assi rotativi, questi venivano calibrati quotidianamente e, anche, ogni volta che veniva lanciata una lavorazione di finitura. Si tratta solo di dieci minuti che, per i vantaggi che portano, sono sicuramente molto ben investiti. 
Le correzioni eseguite potevano essere dell’ordine anche solo di 1÷2 centesimi di mm, ma a certi livelli la qualità è anche fatta di queste cose”.
  


Si tratta di una procedura sicuramente molto stretta, ma giustificata dal rapporto valore/numero dei pezzi prodotti in quel particolare settore. Ma la medesima procedura non può che portare benefici a qualunque utilizzatore di macchina utensile in quanto i tempi di verifica, mediamente molto brevi, si ripagano ampiamente nella prevenzione degli scarti.

Tra l’altro, uno dei punti di forza della proposta tecnica Breton è che tutti i controlli di calibrazione vengono effettuati ben 2 volte di default e senza supplemento di costi: la prima in fase di collaudo interno, la seconda durante il collaudo della macchina presso il cliente finale. 
Questa prassi dimostra in modo più che tangibile la fiducia che Breton ripone negli strumenti Renishaw e come l’uso di questi sia del tutto integrato nelle modalità produttive e venga utilizzato come dimostrazione della validità e precisione della macchina installata.
 
Calibrazione del 4° e 5° asse con sonda Renishaw

Ma che vantaggi porta la calibrazione?
Luca Tagarelli parla della sua esperienza nel settore aeronautico. “Al mio ingresso in azienda, nel 2002, le sonde Renishaw erano presenti su molte macchine, ma scarsamente utilizzate. 
Chi programmava credeva poco in questa metodologia e, di conseguenza, la reale qualità del componente si scopriva solamente nel controllo finale in sala metrologica, con tutti le problematiche relative: perdita di tempo, sovraccarico della sala e, non ultimo, pezzi che, se non conformi, diventavano irrimediabilmente scarto. 
Conflitti tra personale di misura e addetti alla produzione e, cosa più importante, tempi lunghi di fermo produzione. Con l’inserimento nelle routine operative delle sonde Renishaw, e l’inizio dell’uso del ballbar le cose sono cambiate sensibilmente. 
I vantaggi sono stati subito percepibili e netti, ed anche il ritorno dell’investimento è stato più che rapido. Basti pensare alla differenza tra un intervento di manutenzione realizzato dopo una collisione o un problema qualunque che generi un fermo macchina, con conseguenti ritardi di produzione rispetto ad operazioni preventive che portino a pezzi buoni alla prima! 
Nell’ambito aeronautico spesso il valore di un singolo pezzo o lotto di prodotti corrisponde al valore totale di uno strumento di calibrazione: il costo viene quindi ammortizzato completamente nel momento del primo problema riscontrato”.


In Breton il core business è comunque quello relativo al settore lapideo e anche qui, nonostante i livelli di precisione richiesti siano inferiori, i vantaggi della calibrazione sono stati recepiti dall’esperienza del settore meccanico e le macchine vengono sottoposte a routine di calibrazione che ne garantiscono il funzionamento ottimale. 

La semplicità d’uso e la rapidità dei controlli hanno poi fatto il resto. Riassumendo il concetto, si può dire che, in Breton, azienda certificata ISO 9001 e ISO 14001 che produce direttamente tutti i componenti “core”, la scelta di lavorare con macchine calibrate costantemente è diventata la prassi operativa standard che viene anche fortemente consigliata ai clienti.


PREVENIRE GLI ERRORI 
Il sistema ballbar QC20-W consente il rilevamento degli errori prima che questi abbiano impatto sulla produzione e permettono di pianificare in modo ottimale gli interventi di manutenzione e riparazione. Il ballbar QC20-W consiste sostanzialmente in un trasduttore con estremità sferiche montato magneticamente tra il mandrino e la tavola della macchina in esame. 
La filosofia di lavoro dell’azienda è rivolta a ricerca, miglioramento, innovazione e qualità dei prodotti e dei servizi.


La macchina viene programmata per eseguire movimenti circolari sui 3 piani ed il trasduttore rileva le variazioni dalla traiettoria ideale e individua gli errori di posizionamento. 
Le deviazioni sono analizzate e classificate in ordine di importanza, con il riconoscimento di oltre 20 cause di errore in quanto errori differenti presentano tracciati con forme differenti.
La possibilità di eseguire test su 3 piani ortogonali con un unico piazzamento rende le procedure di test semplici e rapide oltre a consentire l’acquisizione di misure volumetriche rappresentative dell'accuratezza di posizionamento. Il ballbar QC20-W utilizza al meglio la potenza del software e conserva il principio di un semplice programma circolare per CNC. 
La combinazione di questi due fattori permette di diagnosticare e quantificare con grande rapidità gli errori di posizionamento della macchina, inclusi gli errori di inseguimento, di stick-slip, di gioco, la ripetibilità e gli errori di scala. L’analisi dati fornisce anche indicazioni sulla geometria della macchina e sul valore totale dell'errore di circolarità. Il fatto poi che ballbar operi in modalità wireless semplifica molto l’operatività, soprattutto in situazioni dove l’area di lavoro è limitata e la presenza di cavi potrebbe essere fonte di problemi.
Per saperne di più sui centri di lavoro a 5 assi Breton, scrivi a mail@breton.it.
Vi risponderemo in brevissimo tempo.

Grazie per l'attenzione e a presto.
Bye-bye
Sergio Prior

martedì 21 febbraio 2017

Il lancio della nuova Renault Formula 1: Breton è technical partner

Buongiorno a tutti,
Breton, technical partner di Renault Sport Formula One Team, vi invita a seguire in diretta streaming la presentazione della nuova monoposto che disputerà il prossimo mondiale di Formula 1: la R.S.17.


Oggi alle ore 15.30 (14.30 UK).

qui sotto potete seguire la presentazione in diretta streaming.


Buon spettacolo a tutti!
A presto,
Bye-bye
Sergio Prior